giovedì 7 aprile 2016

Vigilia di Amoris Laetitia

Vigilia di Amoris Laetitia


Il 19 marzo è stato firmato da Papa Francesco il testo delll'istruzione “Amoris Laetitia” che dovrebbe basarsi sul documento finale del Sinodo sulla famiglia che si è concluso il 25 ottobre dello scorso anno e che sarà pubblicata a giorni, forse già domani stesso.

La lunghezza prevista, oltre 200 pagine, induce a pensieri poco positivi. Quando si è lunghi, in genere si è poco chiari.

A volte, però, la mancata precisione è uno degli aspetti voluti e ricercati.

Oltretutto l’argomento principe verte sulle indicazioni che verranno date per i divorziati risposati sperando che gli argomenti relativi all’omosessualità siano stati definitivamente chiariti, anche se non si sa mai.
L'informato Card. Kasper afferma che il documento di Papa Francesco farà voltare pagina alla Chiesa dopo 1.700 anni. L'altrettanto informato Melloni lo commenta pure, come se l'avesse già interiorizzato riga per riga e lo spiega al volgo, con le interpretazioni di scorta per cattolici adulti analfabeti.

Molti hanno commentato queste interpretazioni estemporanee in assenza del testo. Io non mi straccio le vesti e non mi scandalizzo per quello che, in realtà, è solo un “deja vu”.

Cercando di valutare le condizioni al contorno, cioè le reazioni dei media alla pubblicazione, riflettendo anche sulle notizie che hanno fatto da contorno alle tre settimane di dibattiti del Sinodo, così come alla pubblicazione dell'Istrumentum laboris e, prima ancora, sulle prime risultanze del pre-sinodo del 2014 si vede benissimo che è tutto già “prefabbricato” e “già visto”.

Basta prenderne atto ed agire di conseguenza con, a mio parere, una aggiunta non da poco: le interviste e le dichiarazioni di Kasper, Melloni & C. non sono semplicemente le opinioni interessate di chi vuole tirare per la giacchetta un testo che, qualunque sia, non può modificare la Dottrina. Sono “ordini di scuderia” per la pletora di commentatori, imbonitori e divulgatori che devono portare il verbo interpretativo della scuola di Bologna sino ai confini del mondo.
Indipendentemente dal contenuto della Amoris Laetitia, dicevo, la strada per la sua divulgazione sarà quella tracciata e collaudata per la “spiegazione” del C. V. II.
Per ricordare di cosa si tratta basta riprendere quanto lucidamente spiegato da Papa Benedetto.
Si sono svolti due concilii : Quello dei Padri conciliari che hanno redatto e pubblicato i documenti finali, e quello che si è svolto sui media prima, durante, ma soprattutto dopo la conclusione del Concilio stesso.
Il Concilio dei Padri aveva ribadito la validità della Liturgia, aveva caldeggiato l'uso del canto gregoriano, aveva elogiato ed incentivato l'uso del latino, ecc.
Il concilio dei media ha cancellato ed ha stravolto tutto quanto elaborato e scritto convincendo molti (per fortuna non tutti) che c’era un nuovo spirito e che a questo bisognava adeguarsi. Anzi, che quello era il punto di partenza, poi la fantasia avrebbe provveduto agli adeguamenti futuri, in base all'evoluzione delle mode.
E’ su questa falsa riga che, anche se il testo non c'è ancora, i commenti (Kasper, Melloni & C.) sulla Amoris Laetitia ci sono già.
In realtà non sono “commenti” ma, è chiarissimo, indicazioni della strada da seguire, da percorrere, da battere, da indicare a chi (la quasi totalità) non andrà neanche a leggere cosa ha firmato Papa Francesco, ma si baserà sui lanci d’agenzia, sui titoli dei giornali, sulle elucubrazioni dei vari apprendisti stregoni, da Enzo Bianchi in giù.
Basta leggere, in quest'ottica, quanto hanno scritto gli esimi Kasper e Melloni sopra ricordati :
Iniziamo da Melloni :

Nessuna spaccatura. Ma una sintesi, tra rigoristi e progressisti. Francesco disorienta ancora una volta chi sperava di "incastrarlo" nel dibattito sinodale sulla famiglia e sulla comunione ai divorziati. O chi pensava di mettere in contraddizione, dentro il sinodo e nella platea dei fedeli, la supposta rigidità di una "dottrina" con una "apertura" che il Papa sintetizza nell'espressione "misericordia". L'Esortazione post-sinodale su cui oggi Francesco apporrà la sua firma, conterrà proprio questa combinazione di elementi. E l'operazione di chi puntava su uno strappo è clamorosamente fallita.
Fondamentale è la parola “incastrare”. Si evince che il Sinodo che Papa Francesco aveva convocato in due sessioni separate, ad un anno di distanza una dall'altra e richiedendo la più ampia libertà di espressione in modo che venisse dal dibattito tutto quanto lo Spirito Santo poteva far discendere nelle menti illuminate dei Padri sinodali, in realtà era una trappola di qualcuno che cercava di “incastrare” il Santo Padre.
Però Francesco non si è lasciato “incastrare” e gli illuminati commenti chiarificatori di Melloni, che lo interpretano autenticamente, ne sono la conferma. Ovvio che chiunque non si conformasse a detti illuminati commenti sarà un potenziale “incastratore” e, come tale, da mettere all’indice. Fra le altre accuse che dobbiamo aspettarci, quindi, quella di “incastratori” sarà fra le più gettonate.
In seconda battuta, non c'è nessuna contrapposizione fra una “rigida” dottrina ed una ipotizzata “apertura” del Papa. Entrambi gli elementi saranno contenuti nell'Esortazione e saranno sintetizzati nell'aspetto misericordioso del Padre, quindi lasciando con un palmo di naso chi ipotizzava uno “strappo”.
Nessuno strappo.
Solo misericordia ed abbraccio ai fratelli ed alle sorelle che hanno sbagliato e sbagliano.
La misericordia è una bella coperta che copre tutto.

Altro passo significativo da memorizzare è il seguente :
Il Pontefice, coerentemente con la riforma del linguaggio del pastorale e del dottrinale che è al cuore del concilio Vaticano II, pensa che una dottrina che non includa la misericordia sia solo una ideologia. E che una "apertura" che non abbia la pretesa di dire la verità che è la persona di Gesù Cristo, sia solo una operazione di marketing. Ha allora superato lo scoglio chiamando a responsabilità i vescovi a cui restituisce poteri effettivi, segnando, come ha detto il cardinale Kasper, una vera e propria "rivoluzione".

Vogliamo tradurre anche questo nel linguaggio degli ordini e delle disposizioni per le truppe cammellate melloniane ? E traduciamolo, visto che i punti di riflessione sono molti !
Anzitutto il passaggio dal “dottrinale” al “pastorale” e viceversa che è già stato vittoriosamente sperimentato nel Concilio Vaticano II. Melloni ricorda che occorre solo ripetere la procedura e, quando la “novità” diventerà “prassi quotidiana”, termine mutuato dalla fallimentare ideologia marxista, nessuno se ne accorgerà più.
In seconda battuta, l'apertura riguarderà solo quello che dice Gesù Cristo, altrimenti sarebbe smascherabile come operazione di marketing e, siccome Lui è misericordia, basta scegliere le citazioni giuste e l'abbraccio dei fratelli e delle sorelle è garantito.
Terzo punto, che potrebbe sembrare marginale, ma è importantissimo, qualora qualcuno fosse duro di comprendonio e, essendo un probabile nullafacente, andasse a leggere anche altre parti dei Vangeli dove Gesù dice altre cose, lo scoglio è comunque superato perchè la responsabilità sarà dei Vescovi, come per la decentralizzazione della Sacra Rota, quindi, nel caso, le strade da seguire saranno 2 :
  1. attendere l'acquisizione della nuova “prassi” da parte dei Vescovi più “misericordiosi” per poi attaccare gli altri di arretratezza medievale, spronandoli a mettersi, anche se in ritardo, al passo con i tempi;
  2. attendere che il Padre Eterno chiami a Se i suoi figli Vescovi più restii, preparando già la sostituzione con giovani leve più aperte alla misericordia ed all'accoglienza.

Dove sia la rivoluzione in realtà non si capirebbe, se non cercando di comprendere il messaggio in codice, in realtà non troppo codificato, visto che l’autonomia dei Vescovi c’è sempre stata per annunciare Cristo e la Sua Parola nella propria Diocesi.
Illuminanti, in questo senso le parole del Cardinale Ratzinger (non ancora Benedetto XVI) in “Rapporto sulla Fede” con Vittorio Messori – Ed. San Paolo – 1985 dove, parlando delle Conferenze episcopali nazionali afferma :

Il collettivo non sostituisce la persona del Vescovo il quale è l'autentico dottore e maestro della fede per i credenti affidati alle sue cure”, anche perchè, insiste, “si tratta di salvaguardare la natura stessa della Chiesa cattolica che è basata su una struttura episcopale, non su una sorta di federazione di chiese nazionali”.

Quindi, “superare lo scoglio chiamando a responsabilità i vescovi a cui restituisce poteri effettivi” è solo una segnalazione ad agire sui vescovi sfruttando le tendenze di ognuno ad essere di “manica larga” per “interpretare” la volontà di Dio e delle tradizioni della Chiesa.
L’accesso all’Eucaristia non è un diritto, anzi, se prima di ricevere il corpo di Cristo non si è provveduto a purificarsi e trasformare il proprio corpo in un Tabernacolo immacolato per accogliere l’Altissimo. L’unico modo per farlo è accostarsi al sacramento della confessione dove, a seguito del pentimento dei peccati commessi ed all’impegno a non ripeterli per il futuro, si acquisisce l’assoluzione del Padre e si ritorna al candore battesimale.
Che non ci sia spazio per interpretazioni “terze” dovrebbe essere palese, vista l’estrema chiarezza dell’insegnamento magisteriale. Solo per citare alcuni passi, pur nell'imbarazzo della scelta, ma senza abusare della pazienza del lettore, segnaliamo :
(San Pio X, Catechismo maggiore, n. 632) "Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi commetterebbe sacrilegio e si farebbe meritevole della sentenza di dannazione" .
(San Giovanni Paolo II, Discorso ai membri della penitenzieria, 30 gennaio 1981) “…vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma inculcata da san Paolo e dallo stesso Concilio di Trento, per cui alla degna recezione dell’Eucaristia si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale" .
(Catechismo della Chiesa Cattolica, §1385) “Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione" .
(San Giovanni Paolo II - Ecclesia de Eucharistia, 17-4-2003 § 36) "Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell'apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell'Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale»" .

Però lo stesso Papa Francesco, l'8 dicembre 2015 ebbe a ricordare che il Concilio Vaticano II è stato un “progresso nella fede”.
Interpretazione più autentica di così è impossibile averla.

Del resto il lessico che io sto utilizzando è, volutamente, quello che è stato utilizzato su tutti i media per i commenti del doppio Sinodo: lo scontro era tra “progressisti” e “rigoristi”, cioè tra chi si apriva al nuovo e cercava di utilizzare la misericordia del Padre e tra chi si racchiudeva in modo gretto e senza amore per i fratelli applicando le “regole” che anche San Paolo aveva stigmatizzato duemila anni or sono come sorpassate e rimpiazzate dallo Spirito (il senso degli scritti paolini è molto diverso, ma pensate che lor signori vogliono sottilizzare su questo ?).

Questi aspetti si collegano con il secondo punto della strategia: attendere il trapasso e sostituire i non allineati con soggetti “catechizzati” alla bisogna.
A dire il vero anche questa strategia non è propriamente nuova. Da tempo i riflettori modernisti sono puntati sugli uomini di Chiesa. A volte per monitorarli, a volte per oltraggiarli, a volte per far filtrare notizie atte a metterli in cattiva luce e squalificarli.
A volte, semplicemente, come monito, per una pressione psicologica indiretta, ma tale da far sentire il fiato sul collo ed indurre ad evitare sovraesposizioni ad eventuali Pastori non propriamente avvezzi alla pubblica tenzone, oppure a procurare una autocensura in soggetti schivi e pacifici o ancora a far capire, ad eventuali carrieristi non dichiarati, che è meglio rimanere allineati e coperti all'ombra della cordata vincente, se si vuole progredire in onori e prebende che, ovviamente, nessuno chiede e nessuno pretende ma a cui si aspira per “spirito di servizio”.
Questo è forse, se si può fare una classifica degli abomini, quello più perverso e, come ricordavo sopra, non è da oggi che questa strada viene percorsa in modo palese.
Già nel libro “L'inizio di papa Ratzinger” (maiuscole e minuscole sono del testo), di Alberto Melloni, edito da Einaudi Torino – Marzo 2006, le pagine da 138 a 147 sono dedicate proprio a questo. 

Ad un anno dall'elezione del Pontefice, pur nelle sfide iniziate da Giovanni Paolo II e proseguite da Papa Ratzinger, si dedicano ben 10 pagine a segnalare la proroga del Card. Ruini alla presidenza CEI, a commentare negativamente la nomina a Monsignore di Luigi Negri, (qualificato come prete di CL e autore di un pamphlet dai toni apologetici nei confronti delle crociate), oppure la nomina ad arcivescovo di Cracovia di Stanislao Dziwiscz a cui veniva imputata la tremenda colpa di essere stato segretario del defunto Pontefice che, a sua volta, proveniva dalla stessa sede dove il nuovo arcivescovo è destinato, ecc.
Del resto nelle stesse anticipazioni dei giorni scorsi Melloni non si esime dal ripercorrere le stesse strade, che evidentemente devono essere dissodate di continuo per segnalarne l'importanza agli adepti. Ed allora giù a riempire d'improperi il Cardinale Sarah.
Secondo Melloni, Il Papa “ha riferito che sarebbe rimasto impressionato dalla linea di contrarietà esplicita e plateale assunta su questo punto dal cardinale africano Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti. Sarah - esattamente come nella comunione anglicana - è punto di riferimento del conservatorismo africano e il raccordo naturale di molti dei padri sinodali di quel continente”.
Non si limita, però a questo, si spinge a citare molti altri nomi che tralascio e che si possono vedere nell'articolo anche perchè, ripeto, quello che conta è capire la strategia e i segnali che si mandano a chi deve riceverli.
Questa è, dunque, la linea che sarà proposta da tutto lo schieramento modernista. L'ordine di scuderia è chiaro e le truppe sono pronte ad accodarsi alla scuola di Bologna.
Potrebbe rimanere un dubbio sul significato della frase del Cardinale Kasper sul “voltare finalmente pagina dopo 1.700 anni”.

Visto che nel 315 non è accaduto nulla di importante, ai fini dei nostri ragionamenti, e neanche nel 316 vi è qualche pronunciamento significativo da ricordare, la frase è anch'essa una sorta di messaggio in codice.
Normalmente si direbbe “dopo 2.000 anni si cambia pagina”, ma è qualcosa di indefinito, di aleatorio. Parlare di 1.700 dà l'idea della data precisa. Ancora meglio sarebbe stato citare gli anni esatti per risalire, ad esempio, al Concilio di Nicea o ad altri documenti della tradizione cattolica. Citare il nulla, ma con esattezza, rende molto di più l'idea a chi è disinformato, cioè al 95 % della popolazione che si professa cattolica e, se proprio costretta, va alla Santa Messa a Pasqua o per qualche matrimonio o funerale.
Dare l'idea di sapere bene di cosa si parla è il modo migliore (pensa il caro cardinale) di dare l'idea di autorevolezza, e del resto basta ripetere un numero sufficiente di volte una notizia falsa perchè sia accettata come vera nell'immaginario collettivo.

Lo Spirito Santo non permetterà certo simili giochetti stupidi a chi ipotizza di avere a che fare con avversari (loro li chiamano nemici) ormai rassegnati e chiusi in piccole ridotte con il rosario in mano a recitare giaculatorie.
Abbiamo il Santo Rosario in mano e recitiamo giaculatorie, ma in alto, ed in ascolto attento alle preghiere, c'è la fonte della Vita. Se la strategia che gli apostati seguiranno è questa (ed è questa), occorre smascherarla e non è detto che, essendo talmente marchiana da risultare quasi incredibile, si trasformi in un boomerang.

Tutto quanto sopra infatti, per risultare credibile, deve basarsi non soltanto sulla leva di incentivare una “religione fai da te” già molto in uso fra gli autoproclamati “cattolici adulti”, occorre anche demolire buona parte della “dottrina” fra cui, non ultimi, la Confessione e l'Eucaristia.
Se riusciamo, con calma, pacatezza e determinazione a porre sul tappeto quello che questo significa, sarà una delle leve per smascherare i modernisti finto-cattolici che sinora hanno ben lavorato di piccone per demolire, dall'interno, 2.000 anni di tradizione.
Succederà quanto accaduto nel nostro parlamento e nelle aule giudiziarie dopo la prima approvazione della Legge Cirinnà: visto che non è passata la possibilità delle adozioni alle coppie gay, si è lasciato l'arbitrio ai giudici nei tribunali che riescono a fare ciò che la politica non è riuscita.
Questo vale anche per il documento post sinodale: l'escamotage è quello di lasciare decidere volta per volta i vescovi o i parroci, creando una confusione incredibile; i fedeli più infedeli andranno da quelli dalla manica larga, dai misericordiosi, e potranno accedere all'eucarestia, nonostante conviventi; potranno farsi benedire le nozze, nonostante gay. Così la dottrina della chiesa viene fatta a pezzi e il gregge di Dio disperso dai finti misericordiosi.
Già oggi, chi voglia ingannare se stesso e, ad esempio, accostarsi all'Eucaristia da divorziato risposato o convivente, potrebbe semplicemente prendere messa in una parrocchia diversa dalla sua, senza neanche accostarsi al confessionale. Non mi sembra che i sacerdoti chiedano la carta d'identità per accostarsi a ricevere l'Ostia consacrata.
Già oggi, a fronte di poche decine di confessioni vi sono diverse centinaia di comunioni, molte delle quali con l'Ostia ricevuta in mano.
Non ci sarà, quindi, da attendere che il Vescovo recalcitrante ritorni al Padre, come si Augura Melloni per avere strada libera. Chi vuole consumare la propria condanna può farlo già adesso, pensando di prendere in giro il sacerdote di turno, ma dimenticando volutamente che ben più in alto c'è chi guarda dentro al cuore e ci conosce più di quanto noi stessi ci conosciamo.
L'esagerazione, adeguatamente sottolineata, porterà ad un risveglio delle coscienze.
Magari le Chiese si svuoteranno ancora di più, ma si svuoteranno di chi avrebbe fatto meglio ad allontanarsi già da prima per non dannare se stesso.
Non mi sembra che al principio i seguaci di Gesù si contassero in centinaia di milioni, e neanche in miliardi. Mi sembra che fossero 12 e che uno di loro non remasse neanche insieme agli altri.
La Verità e lo Spirito Santo li hanno portati ai quattro angoli del mondo ad annunciare la Parola di Dio. Il Logos fatto carne per amore nostro.
Oggi abbiamo più mezzi di loro. Dobbiamo solo usarli senza scoraggiarci.
Non Prevalebunt !



sabato 18 luglio 2015

commemorazione Ing. Renato Bressan

Commemorazione Ing. Renato Bressan


Foto ricordo dell'Ing. Bressan all'interno della casa accoglienza LA MADONNINA a Candiolo (TO)

Associazione Cardinal G. Saldarini
 
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum et art. 15 . 
Instr. Universae Ecclesiae)

TANTUS LABOR NON SIT CASSUS

Il nostro coeuts si unisce al compianto ed alle preghiere della famiglia e degli amici dell'ing. Renato Bressan nel terzo anniversario della sua scomparsa, ricordandone il devoto attaccamento alla S. Messa tradizionale unito al costante impegno a favore degli altri, soprattutto dei più svantaggiati o di persone in difficoltà. 
Don Gianni Falchero celebra la Messa da Requiem


Una S. Messa di Requiem in forma straordinaria è stata celebrata in suo suffragio giovedi 16 luglio alle ore 19.00 nella Chiesa della Misericordia, via Barbaroux ang. Piazza Arbarello, Torino, da don Gianni Falchero, Parroco, del Clero diocesano di Acqui.

La foto con cui si apre il ricordo è appesa all'ingresso della struttura "LA MADONNINA" di Candiolo che l'Ing. Bressan ha progettato gratuitamente e che adesso, gestita da volontari guidati da Don Carlo e dalla Sig.ra Maria Ester ospita gratuitamente in 27 stanze singole, oltre cucina, refettorio, sala TV, biblioteca, ecc. Ammalati del centro tumori di Candiolo o loro parenti (soprattutto genitori di bambini ricoverati), provenienti da altre regioni d'Italia.
L'ingresso della struttura e statua di Maria

La struttura provvede anche al trasporto, sempre gratuitamente e tramite volontari, degli ammalati o dei loro parenti, da LA MADONNINA, posta nel centro abitato di Candiolo, al Centro per la ricerca contro i tumori, posto tra i comuni di Candiolo e di Orbassano, oppure all'ospedale San Luigi, posto nel comune di Orbassano.

La Santa Messa in suffragio dell'Ing.  Bressan è il più caro e sacro riconoscimento del passo evangelico (GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO E GRATUITAMENTE DATE AI FRATELLI) che Renato Bressan ha sempre praticato nel suo percorso di vita cristiana e professionale.
L'ingresso con il disco in ricordo di Renato Bressan

Il ricordo della progettazione gratuita della struttura "LA MADONNINA" non vuole essere riduttivo rispetto a tutto l'impegno cristiano del caro Renato, ma solo un esempio di come la carità che sgorga dal cuore dia sempre buoni frutti.

In questo caso Renato ha offerto il proprio amore e la propria competenza professionale gratuita per persone che non avrebbe mai conosciuto, neanche se tuttora fosse insieme a noi e non fosse tornato al Padre 3 anni fa.
Il disco marmoreo e la targa ricordo di Renato Bressan

Il suo ricordo nella struttura di Candiolo si perpetua anche con un disco marmoreo posto all'inizio della scalinata d'ingresso della struttura, associato al motto "DUC IN ALTUM".

La presenza numerosa alla Santa Messa da Requiem che annoverava, oltre ai famigliari ed agli amici, anche molte persone che lo avevano conosciuto, testimonia come il ricordo non passa con il trascorrere del tempo, anzi lo fa sentire ancora più vicino ed attuale amplificando il senso di vuoto che la sua mancanza ha lasciato.

R.I.P. fra le braccia di Gesù Risorto

venerdì 17 luglio 2015

FALCE E MARTELLO, LA PRESA ED IL CULATELLO

Papa Francesco riceve da Evo Morales il crocifisso blasfemo


Falce e martello, la presa ed il culatello.

E si. Non possiamo nascondere che l’oggetto strano che vedete nella foto ha già fatto più volte il giro del mondo e non tende a fermarsi.

Potremmo esimerci dal commentarlo ?
Certo che potremmo, ma lo commentiamo ugualmente un po’ fuori dalle righe.

Oggi, inoltre, dobbiamo ricordare due avvenimenti importanti : la presa della Bastiglia, avvenuta il 14 luglio 1789 ed i funerali del Cardinale Giacomo Biffi, che stanno avvenendo mentre scriviamo.
Ieri, 13 luglio era l’anniversario della terza apparizione di Fatima.
Chissà perché pochi lo hanno ricordato. Le parole di Maria Santissima saranno ormai di normale routine, come quando suona il postino alla porta. Va beh !
Il Cardinale Biffi è stato maestro, oltre che di teologia e di vita vissuta in Cristo, anche di ironia graffiante e, chiedendogli scusa per l’accostamento, siamo certi che dall’alto dei cieli si farà un sorrisetto e ci perdonerà  se cercheremo di accostare il culatello della sua terra d’adozione alla presa della Bastiglia per “contestualizzare” un terzo avvenimento : la presa per il culatello da parte di Evo Morales.
Del resto se il ricordo della Nuova Bussola quotidiana (Vedi qui) prevede anche un bel piatto di tortellini fumanti con il Cardinale, non vediamo perché noi non possiamo pensare che in paradiso non sia reperibile del buon culatello doc.

lunedì 13 luglio 2015

Il giorno del dono ! IL GIORNO DEL DONO ?


 Il giorno del dono !                  IL GIORNO DEL DONO ?

Ci hanno già rubato tutto, ed adesso istituiscono anche 
il giorno del dono.
Il Senato, con 162 voti favorevoli e solo 6 contrari, ha approvato il ddl, con primo firmatario il Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, che istituisce il "giorno del dono" che sarà celebrato il 4 di ottobre. Per il testo completo della Legge (Vedi qui).
Guarda caso proprio il giorno della festività di San Francesco, Patrono d'Italia insieme a Santa Caterina da Siena.
Continuiamo a percorrere il piano inclinato di un secolarismo strisciante che, oltre ad impoverirci sulle disponibilità materiali ed il tenore di vita, ci spoglia anche dei valori cristiani (la carità in questo caso), sostituendoli con pseudo-valori di buoni sentimenti travestiti per legge da  filantropia pelosa e pedagogica.
"Nessuna Legge dello Stato può imporre ai cittadini la stimolazione di emozioni e sentimenti (perchè di questo si tratta), men che meno con l'istituzione il 4 ottobre del giorno del dono". Questo è il commento del senatore Ciro Falagna all'approvazione del provvedimento di Legge.

domenica 28 giugno 2015

FRANCIA E LIBIA : IL PIANO B

FRANCIA E LIBIA : IL PIANO "B"

L'Italia ha un piano "B" per risolvere il problema dei clandestini e degli sbarchi incontrollati, da contrapporre all'Europa sorda e latitante?

Non lo so. 

Dall'annuncio di Renzi sono trascorsi più di quindici giorni e non se ne vede traccia. 
Va bene che ormai siamo abituati all'effetto annuncio, ma forse vuol dire che non c'è alcun piano in sostituzione di quello principale, che del resto non si sa qual'è e risulta oscuro anche a chi lo ha proposto.

Prima che Renzi ci dica di stare tranquilli, sembra che porti un po’ male, io vorrei dargli una mano.

Perché io, un piano “B” ce l'ho ! 

Anzi, ne ho due! Uno collegato all’altro. 

Ecco il mio piano "B" ed il “B-Bis”:

TIRANNOSAURI LIBERI - FIRMIAMO

TIRANNOSAURI LIBERI - FIRMIAMO

GUARDATE CHE FINE FANNO I DINOSAURI DEL FILM JURRASSIC WORLD!!! GUARDATE LE MERDE DELL'UMANITÀ COME STANNO TRATTANDO QUESTO POVERO ANIMALE INDIFESO

Questa bella provocazione di Luisa Palmieri ha fatto fare dell'ironia anche a me, che ho copiato il suo post su facebook commentando la limitatezza del genere umano che crede che questi animali di plastica siano veri ed indignandosi per il loro trattamento (Vedi qui).
La provocazione è riuscita in pieno, visto i commenti che molti altri, senza sapere chi fosse Luisa Palmieri, hanno fatto.

GIUSTIZIA E GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

GIUSTIZIA E GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

L'8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, e cinquantenario della chiusura del Concilio Vaticano II, inizia il giubileo straordinario voluto da Papa Francesco e dedicato alla Misericordia, che si chiuderà il 20 novembre 2016.
Anche questa data non è scelta a caso.

Papa Francesco, insieme alla Misericordia, però, richiama anche la Giustizia e, invece di commentare l'intera bolla MISERICORDIA VULTUS, vorremmo concentrarci su questi due aspetti.

giovedì 25 giugno 2015

CALCIO SCOMMESSE ED IL FUMO DI SATANA

CALCIO SCOMMESSE ED IL FUMO DI SATANA

Il Catania Calcio è finito nella bufera del calcio scommesse.
Appena qualche settimana fa si era detto, per la millesima volta, MAI PIU' !

Ennesima ubriacatura di onnipotenza umana.
In questi casi, lo "spirito" del calcio potrebbe essere tranquillamente chiamato "alcool". Sempre di spirito si tratta, ma parlando di 'mbriachi il nome è più appropriato.

Sarà IL FUMO DI SATANA, mi sono detto.

Ma no ! Quello era il sospetto di Papa Paolo VI quando vedeva che la barca di Pietro barcollava.

Però, pensandoci ........ potrebbe anche esserci un parallelo.
Il Beato Papa Paolo VI

mercoledì 24 giugno 2015

ABBAIANO ! VIVA SAN GIOVANNI !

ABBAIANO ! VIVA SAN GIOVANNI !

"Abbaiano Sanchez, vuol dire che cavalchiamo!"

Potrebbe bastare questo accenno del Poeta a descrivere il giorno dopo P.zza San Giovanni.

Invece non è sufficiente.

P.zza San giovanni, il 20 giugno 2015, è una novità assoluta.
Manifestazioni analoghe, organizzate nei decenni trascorsi dai
Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano
sindacati, da Berlinguer o da Berlusconi, sono state definite "epocali", "oceaniche", si sono inventate iperboli apposite, ma NESSUNA ha avuto le caratteristiche di quella per la famiglia del 20 giugno.

venerdì 19 giugno 2015

SACRA SINDONE MA SENZA MESSA IN LATINO


SACRA SINDONE, MA SENZA MESSA IN LATINO

A Torino continua l'ostensione della Sacra Sindone. Lo sapevate già ? Mannaggia, arrivo sempre tardi.

Domenica 21 giugno verrà anche Papa Francesco in visita a Torino. Sapevate anche questo ? Mannaggia non ne azzecco una !

A Torino è difficilissimo officiare la Santa messa secondo il canone tradizionale "Vetus Ordo". Anche questo ormai sarà risaputo. 
No ? Questo non lo sapevate ? Bene ! Anzi - Male ! Anzi - Malissimo !

giovedì 18 giugno 2015

LEGGIAMO QUELLO CHE NON C'E'

LEGGIAMO QUELLO CHE NON C'E'


L'annuncio di Papa Francesco che entro giugno la Chiesa si pronuncerà sulle apparizioni ed i messaggi di Maria Santissima a Medjugorie, in quanto la commissione incaricata ha concluso i propri lavori e presentato la relazione finale, ha scatenato una serie di voci incontrollate che, oltre alle giuste aspettative, fanno salire in tutto il mondo la tensione sulle conclusioni che saranno annunciate.

In questo clima ogni foglia che si muove rischia di generare una tempesta e, invece di attendere con fiducia le conclusioni di oltre 4 anni di lavori ed approfondimenti, tutti a fare i dietrologi e ad amplificare ogni stormir di fronda.
Figuriamoci se i "gazzettari" potevano farsi scappare le frasi che il Papa ha pronunciato nell'omelia a Santa Marta : “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’

I commenti, anche irriverenti, si sono sprecati.
Ma è proprio questo che ha detto il Papa ? E' solo questo ? Non è che faccia parte di un discorso più ampio che gli ammalati di scoop e di "ripetitivite" si dimenticano stranamente di riportare ?
Vediamo cosa ha detto veramente ed in quale contesto, per poi rifletterci sopra.
Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dalle parole di San Paolo ai Corinzi sull'identità dei discepoli di Gesù per chiedersi "qual'è l'identità cristiana". 
“Per arrivare a questa identità cristiana”, ha detto, Dio “ci ha fatto fare un lungo cammino di storia” fino a quando inviò suo Figlio che si fece carne e venne in mezzo a noi.
“Anche noi – ha aggiunto – dobbiamo fare nella nostra vita un lungo cammino, perché questa identità cristiana sia forte”. "E' un cammino, ha continuato, che possiamo definire dalla ambiguità alla vera identità”:
E’ vero, c’è il peccato, e il peccato ci fa cadere, ma noi abbiamo la forza del Signore per alzarci e andare con la nostra identità. Ma io direi anche che il peccato è parte della nostra identità: siamo peccatori, ma peccatori con la fede in Gesù Cristo. E non è soltanto una fede di conoscenza, no. E’ una fede che è un dono di Dio e che è entrata in noi da Dio. E’ Dio stesso che ci conferma in Cristo. E ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo, ci ha dato la caparra, il pegno dello Spirito nei nostri cuori. E’ Dio che ci dà questo dono dell’identità”.
Fondamentale, ha aggiunto, “è essere fedele a quest’identità cristiana e lasciare che lo Spirito Santo, che è proprio la garanzia, il pegno nel nostro cuore, ci porti avanti nella vita”. 
E’ un’identità bella – ha proseguito – che si fa vedere nella testimonianza. Per questo Gesù ci parla della testimonianza come il linguaggio della nostra identità cristiana”. 
Le esatte parole che Francesco ha usato sono :
La croce – ha detto – è uno scandalo” e quindi c’è chi annacqua cercando Dio “con queste spiritualità cristiane un po’ eteree”, gli “gnostici moderni”. 
“Allargare tanto la coscienza che lì c’entra tutto. ‘Sì, noi siamo cristiani, ma questo sì…’ Non solo moralmente, ma anche umanamente. La mondanità è umana. E così il sale perde il sapore. E vediamo comunità cristiane, anche cristiani, che si dicono cristiani, ma non possono e non sanno dare testimonianza di Gesù Cristo. E così la identità va indietro, indietro e si perde, e questo nominalismo mondano che noi vediamo tutti i giorni. Nella storia di salvezza Dio, con la sua pazienza di Padre, ci ha portato dall’ambiguità alla certezza, alla concretezza dell’incarnazione e la morte redentrice del suo Figlio. Questa è la nostra identità”.
L'omelia continua con altri esempi, ma per il nostro ragionamento ci fermiamo quì.
Non siamo persone che vanno “dietro ad una filosofia”, ha avvertito, “siamo unti” e abbiamo la “garanzia dello Spirito”.

Detto terra-terra, sbagliamo se consideriamo la Chiesa una qualsiasi istituzione umana, alla stregua di una associazione sportiva, un partito politico o una organizzazione umanitaria. La Chiesa è la sposa di Cristo e tutti i suoi veri figli sono ispirati dallo Spirito Santo. 
L'identità cristiana, quindi, è una cosa concreta, non una religione soft. 
Non è un qualcosa che si adotta o si abbandona a seconda del momento o della convenienza o della comodità.
Purtroppo “siamo peccatori", quindi l'identità cristiana "viene tentata; le tentazioni vengono sempre” e l’identità “può indebolirsi e può perdersi”. 
Il Papa mette in guardia da tre strade pericolose: 
annacquare la testimonianza, attendere sempre una novità e privilegiare la mondanità. 

Per il primo punto - “quella del passare dalla testimonianza alle idee, annacquare la testimonianza. ‘Eh sì, sono cristiano. Il cristianesimo è questo, una bella idea. Io prego Dio’. E così, dal Cristo concreto, perché l’identità cristiana è concreta – lo leggiamo nelle Beatitudini; questa concretezza è anche in Matteo 25: l’identità cristiana è concreta – passiamo a questa religione un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici. Dietro c’è lo scandalo. Questa identità cristiana è scandalosa. E la tentazione è: ‘No, no, senza scandalo’”. 

Per carità, viene da dire, non scandalizziamo nessuno annunciando il Vangelo come Gesù ci ha ordinato, annacquiamolo, adattiamolo ai tempi ed al mondo così che il mondo lo accetti e non si accorga neanche di cosa stiamo annunciando. Non facciamo scandalo

Per il secondo punto ha avvertito che ci sono “quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana”, quelli che hanno “dimenticato che sono stati scelti, unti” che “hanno la garanzia dello Spirito” e cercano: “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama ‘Gesù’ e niente di più”. 

Per il terzo punto, la mondanità, l'ha classificata come una strada per fare passi indietro nell’identità cristiana, ed ha detto che la mondanità fa perdere sapore alla nostra testimonianza:

Ecco !

Di tutto questo interrogarsi interiore, di tutto questo cammino, quello che si è letto è stato, appunto : ‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?".

Nessuno dei commentatori ha, nemmeno lontanamente, accennato all'intero discorrere dell'identità cristiana, anzi tutti, concentrandosi solo su questa frase, l'hanno letta come una "bocciatura" di Medjugorie.


Poteva il Santo Padre evitare questo riferimento ? 
Probabilmente si, ed il ragionamento non ne avrebbe patito neanche un pò. 
Avrebbe anche potuto ricordarsi, e ricordare, che anche a Lourdes, a Fatima o la La Salette Maria ha dato degli appuntamenti.  
Avrebbe anche potuto considerare lui stesso che, nell'attesa del pronunciamento su Medjugorie, qualsiasi riferimento sarebbe stato utilizzato per ricamarci sopra. 
Ma il suo messaggio è questo ed in ogni caso è chiaro.

Quale messaggio, da queste vicende, deve arrivare a noi e farci riflettere?
Principalmente che dobbiamo andare alla ricerca di quali sono i messaggi veri che il Santo Padre ci invia, anche per via informale quale può essere una omelia.
Non limitiamoci alla lettura semplificata, comoda ed interessata che Repubblica con i suoi "evangelizzatori" vogliono farci arrivare. 

Andiamo alle fonti. Diffidiamo delle letture frettolose che, pensiero unico o meno, arrivano a noi dai canali che sono interessati agli scoop e ancora di più a deformare, accreditandoli per reali, gli spunti che Papa Francesco semina ogni giorno.

Gli approfondimenti che la commissione, presieduta dal Card. Ruini, ha svolto, garantiscono che il pronunciamento della Chiesa su Medjugorie, qualunque esso sia, sarà rigoroso ed a vantaggio della vera spiritualità e verità.

Riflettiamo anche su quanti pronunciamenti di illustri presuli, teologi, cardinali e validi uomini di Chiesa vengono taciuti perchè scomodi o non allineati con il pensiero unico che le mode in auge vorrebbero imporre.
La verità è sempre nei dettagli, e sono quelli che dobbiamo andare a scoprire, guardando nelle pieghe nel "non detto" o del "volutamente taciuto".