domenica 28 giugno 2015

GIUSTIZIA E GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

GIUSTIZIA E GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

L'8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, e cinquantenario della chiusura del Concilio Vaticano II, inizia il giubileo straordinario voluto da Papa Francesco e dedicato alla Misericordia, che si chiuderà il 20 novembre 2016.
Anche questa data non è scelta a caso.

Papa Francesco, insieme alla Misericordia, però, richiama anche la Giustizia e, invece di commentare l'intera bolla MISERICORDIA VULTUS, vorremmo concentrarci su questi due aspetti.



E' bene sottolineare come, in genere, le Bolle, sono molto snelle e brevi.
In questo caso, invece, Papa Francesco ci propone un testo abbastanza elaborato e approfondito che ha quasi le dimensioni di una Enciclica.
Michelangelo - IL MOSE'
Proprio in apertura, dopo aver ricordato che Dio si rivela a Mosè come "Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà", nella pienezza del tempo ci propone il passo del Vangelo di Giovanni (14,6), senza trascriverlo, per dire che la venuta di Gesù di Nazaret, rivela con tutta la Sua persona la misericordia di Dio.

Vediamo il passo di Giovanni,che il Papa richiama e che realmente fa riflettere.

Dopo che Gesù dice "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me conoscete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto."
Filippo è un pò perplesso e si spinge a chiedere: "Signore, mostraci il Padre e ci basta".
Immaginiamo Gesù che lo guarda con un sorriso ironico, unisce le mani come in preghiera e  facendo perno sul polso le alza e le abbassa un paio di volte dicendo <a Filì, ..... allora da tutto il tempo che siamo insieme non avete capito un ....... niente !>. Per rispetto, meglio riportare le parole esatte di Nostro Signore "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire <mostraci il Padre ?> Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere".

Quindi il Volto della Misericordia, è il Volto di Gesù. L'eterna Misericordia.

Tutti i Giubilei sono improntati all'infinita Misericordia.
Quindi sarebbe un richiamo doppio alla Misericordia.
La remissione dei peccati ed addirittura l'indulgenza plenaria per tutti coloro che con animo puro varcano la Porta Santa è la caratteristica principale del Giubileo.
Lo stesso Papa Francesco non si stanca di ripetere che Dio perdona sempre e non si stanca mai di perdonare, Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono.

Più avanti nella Bolla, il Papa cita e descrive la "vocazione" di Matteo, che è inserita nell'orizzonte della misericordia.
Ricordiamo che Matteo era un pubblicano ed un esattore delle tasse.
Oltre ad essere odiato dagli altri era probabilmente in odio anche a se stesso o almeno odiava la sua professione.
Scrive il Papa "Passando dinanzi al banco delle imposte gli occhi di Gesù fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell'uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e pubblicano, per diventare uno dei dodici".
Caravaggio - La vocazione di Matteo
Gesù lo fissa con lo sguardo intenso e misericordioso, quasi a dire "ti faccio mio".

Matteo risponde alla chiamata di Gesù, si pente, lascia tutto e lo segue.
C'è un famoso quadro di Caravaggio <la vocazione di Matteo> che ritrae Gesù che con il dito indica proprio Matteo che abbassa la testa incredulo, gli sguardi degli altri sono carichi di meraviglia. Un vecchio che gli sta vicino lo indica a sua volta, come a dire < proprio lui è quello che stai chiamando ?>

Il Papa cita anche l'entrata di Gesù nella Sinagoga, dove legge una cosa in particolare. In realtà Gesù stesso sta richiamando proprio il Giubileo.
Io sono quì per aprire la misericordia di Dio che si apre attraverso di me.
Per cui, dice il Papa, "la misericordia è l'architrave della Chiesa".

Questa non è una novità.
L'aveva già detto San Giovanni Paolo II in "DIVES IN MISERICORDIA" e l'enciclica fa Magistero.

Ma la Chiesa, oltre a pronunciare il proprio Credo, deve essere credibile e questo vale per tutta la Chiesa.
Alla richiesta di misericordia, la Chiesa come risponde ?
Risponde con il perdono.
Lo recitiamo ogni volta anche noi nel PATER NOSTER.
Ma anche noi, siamo credibili tanto quanto ci comportiamo in modo misericordioso con gli altri.
La misericordia implica il perdono e perdonare non è facile.
Perdonare infrange il nostro orgoglio.
Umanamente siamo portati a vedere solo il torto subìto o la ragione pretesa.
Anche accettare veramente il perdono non è facile perchè implica un atto di umiltà.
Quando ci disponiamo a ricevere il perdono ci mettiamo nella condizione di dire "riconosco di aver fatto una cavolata".
Sono stato cattivo, o egoista, o stupido o tutte queste cose messe insieme.
Così come "perdonare" vuol dire superare l'egoismo, la cattiveria, la cavolata dell'altro.
Il perdono non nega la cattiveria. Non nega che l'altro sia cattivo, Non modifica la realtà.
Il mio amore per te va oltre al fatto che tu sia cattivo.
Il mio amore mi fa superare questo con un gesto che è perfettamente divino.
Noi ci avviciniamo a Dio.
Dio non nega a nessuno la misericordia, come non nega la giustizia, ma la supera, se c'è il pentimento.

Dopo che Gesù ricorda a Pietro che bisogna perdonate all'infinito "non 7 volte, ma 70 volte 7", Papa Francesco ci ricorda la parabola del servo spietato. "Costui, chiamato dal padrone a restituire una grande somma, lo supplica in ginocchio".
Non facciamo difficoltà a figurarcelo, come se fosse oggi.
Piagnucola. Si lamenta che c'è il governo Renzi, che c'è la crisi, che ha perso il lavoro, che è padre di figli, finchè il signorotto, mosso a compassione, gli condona il debito e lo lascia libero.
Appena esce dal palazzo, però, va dai suoi debitori e si comporta da strozzino, minacciando e facendo mettere in prigione chi non può pagare.
Il signorotto, venuto a conoscenza lo richiama e non si limita a redarguirlo.
Michelangelo - Il Giudizio Universale
Non gli dice : non sei stato misericordioso a tua volta. Va beh ! Pazienza per questa volta. Ricordati per la prossima. No.
Chiama le guardie e lo fa sbattere in prigione.
Non c'era stato il pentimento ed allora deve subentrare la giustizia.
La misericordia non è gratuita.

Il nostro perdono nei confronti del fratello che ha sbagliato può esserci, anzi deve esserci, anche in assenza del pentimento dell'altro.
Anche sulla croce, le parole di Gesù crocifisso furono "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
Il peccato, invece,  è qualcosa che segna e, se non c'è il pentimento non ci può essere la misericordia di Dio.
Il più mirabile esempio della misericordia e della giustizia divina ce lo mostra proprio Gesù Cristo sulla Croce dove, perchè l'ignominia sia completa, viene crocifisso insieme a due ladroni.
Entrambi i ladroni all'inizio lo offesero e bestemmiarono, ma uno di loro riconobbe nella mitezza del compagno di pena, il Salvatore.
Mentre il ladrone alla sinistra continuava deriderlo dicendo "Sei tu il Cristo ? Salva te stesso e noi", il ladrone pentito lo rimproverò : "Non hai proprio nessun timore di Dio tu che stai subendo la stessa condanna ? Noi giustamente perchè riceviamo la giusta pena per le nostre azioni, lui invece non ha fatto nulla di male." Poi lo supplicò, non per avere onori ed avere salva la vita, ma per aver salva l'anima nell'altra vita. "Gesù, ricordati di me quanto sarai nel regno dei cieli".
Con queste parole nostro Signore, che stava offrendo se stesso come l'Ostia nell'Eucaristia, unisce a se il buon ladrone e lo salva come salva noi quando siamo in comunione con Lui.
Tanti altri buoni ladroni, nel mondo, non hanno ancora ammesso la loro colpa, non si sono pentiti e non hanno chiesto a Gesù di essere ricordati e salvati nel regno dei cieli.
Il buon ladrone aveva due convinzioni che lo rendevano gradito agli occhi del Padre:
Aveva riconosciuto il fatto che egli meritava la pena per cui era stato condannato e stava soffrendo, mentre Cristo era innocente.
In altre parole, si era pentito.
La seconda convinzione era la fede in colui che gli altri avevano condannato, ma che per lui era il Re dei Re.
Solo con queste due convinzioni, pentimento e fede, possiamo prendere anche noi la nostra croce, seguire Gesù, e chiedere la misericordia al Padre.
Ci riesce difficile riconoscere quanto continuiamo ad essere ingrati e cattivi nei confronti di Dio.
Se lo facessimo non ci lamenteremmo così tanto per i traumi ed i dolori della vita.
Non ci rendiamo conto della sporcizia della nostra coscienza e molte volte continuiamo a pregare come i farisei : "ti ringrazio Dio perchè io non sono come il resto degli uomini".
Oppure bestemmiamo Dio Padre accusandolo per i nostri peccati e per il nostro dolore.
Come il cattivo ladrone non vogliamo vedere una qualsiasi relazione tra il peccato ed il sacrificio, tra la ribellione e la croce.
Più ci osserviamo dentro per quello che siamo, più diremo, con il buon ladrone, "io merito questa croce".
Se non ci riconosciamo feriti come possiamo sentire il bisogno della guarigione ?
Oltre al pentimento, è necessaria la fede.
Nel buon ladrone la fede è stata tanto forte da essere quasi contento di rimanere in croce.
Il cattivo ladrone chiese di essere liberato, il buon ladrone non lo fece.
Ebbe fede nell'uomo crocifisso al centro, ebbe fede nel regno che sta oltre la croce, ebbe consapevolezza delle gioie future incomparabili rispetto ai dolori del mondo.
Non chiede di essere liberato dalla croce, come il Signore non libera neanche se stesso, nonostante la sua natura umana e nonostante la folla lo sfida a farlo.
A ciascuno di noi è offerta la misericordia e la vita eterna, ma solo passando per la penitenza e la fede se vogliamo veramente diventare quei "ladri spirituali" e "rubare" il paradiso.

Quindi Papa Francesco ci dice, in modo neanche tanto velato, che la misericordia non si riceve gratuitamente e che non basta passare dalla Porta Santa, quasi fosse una porta magica, se manca la fede e se manca il pentimento.

In questa stessa ottica va letto anche l'altro grande argomento di cui tratta la Bolla dell'Anno Santo:
Il Peccato.
Chiarito che è qualcosa che segna la persona, ma che può essere perdonato se c'è il pentimento e se ognuno riconosce la gravità delle proprie colpe, il Papa usa parole molto forti soprattutto per due peccati: la criminalità organizzata e la corruzione.
Inutile spendere parole sulla criminalità organizzata.
Per la corruzione, invece, è bene ricordare, con il Papa, che è un fenomeno che va oltre il semplice danno economico, oltre al "furto".
La corruzione è qualcosa che impedisce di guardare al futuro, rompe la speranza, schiaccia le persone.
In un mondo corrotto dalla corruzione, il talento non verrà mai a galla, perchè l'amico del corrotto vincerà sempre a scapito di chi ha talento.
Allora si arriva allo sconforto, si perde la speranza, si entra in un circolo vizioso che rovina la vita delle persone e l'intera società.
Vengono stravolti i valori sull'altare del dio denaro, del lusso, del sesso e così via.
Allora cambiare vita diventa indispensabile per accedere alla misericordia di Dio, ma anche per liberare energie, innescando un circolo virtuoso e riaprire la speranza al futuro.
La giustizia e la misericordia, dice il Papa, sono due aspetti di un unica realtà che si sviluppa nella pienezza dell'amore.
Santa Maria Faustina Kowalska

Infine il Papa aggiunge qualcosa di originale quando la Bolla pone particolare attenzione al dialogo con le altre fedi.
La definizione di Dio come Padre "paziente e misericordioso" ricorre di continuo nell'antico testamento, e questo ci avvicina al mondo ebraico.
Ma la stessa definizione viene continuamente citata nel Corano ogni volta che si parla di Dio.
Allah è sempre evocato come il paziente ed il misericordioso.
Le differenze ci sono, e rimangono, ma si può iniziare un dialogo su quello che unisce.

Infine, altri due punti che vorremmo segnalare:
Riprendendo il suo invito costante ad una Chiesa "in uscita", e riflettendo sulla ricorrenza dei 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, ricorda che è obbligatorio "uscire" per evangelizzare ed annunciare il Vangelo in un modo nuovo.
Attenzione che si parla annunciare il Vangelo in un "modo" nuovo, NON di annunciare un "NUOVO VANGELO"!
Nostra Signora di Fatima

Il testo è anche ricco di molti altri spunti, che magari riprenderemo in altre occasioni, ma meditando sugli aspetti che abbiamo toccato, che non ci sembrano di poco conto, la Bolla si chiude con una invocazione a Maria Santissima ed a Santa Faustina Kowalska, con un caldo invito a guardare a loro.

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