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giovedì 5 aprile 2018

CARTA CHE VINCE, CARTA CHE PERDE

Renzi (ex premier) con il Presidente Mattarella

Oggi, 4 aprile 2018, iniziano le consultazioni al Quirinale per la formazione del governo a seguito del voto del 4 marzo che ha rinnovato Camera dei deputati e Senato della Repubblica.
Non interessa tanto seguire le consultazioni, saranno solo routine e, forse, al secondo giro ci sarà qualche chiarimento operativo, visto lo stato di fatto e le forze in campo.
Più interessante, invece, è riflettere su quali siano realmente le forze in campo.
In soldoni è importante capire chi ha vinto e chi ha perso realmente il 4 marzo.
Non è una domanda retorica, se pensiamo che ancora oggi si discute animatamente su chi ha realmente vinto e chi ha perso nella seconda guerra mondiale
A mio parere sono risultati vincenti due (più uno) dei contendenti.
La vulgata propone come vincenti il MOVIMENTO 5 STELLE e la LEGA di Salvini.
Io ritengo che non sia così, anche se non ho la sfera di cristallo per leggere bene il passato.
Le previsioni sono difficili, come diceva il saggio, soprattutto se riguardano il futuro.
Una breve analisi generale per rifletterci insieme, anche se i fatti sono sotto gli occhi di tutti.
A parte analizzeremo, nei prossimi giorni, le situazioni delle singole formazioni politiche perché, indipendentemente da chi abbia vinto o perso, è importante il percorso che ognuno di loro farà in futuro e quale sarà la strada che deciderà di percorrere a fronte della vittoria sbandierata o della sconfitta patita.
Lo sconfitto più evidente, ma non il principale, è il PARTITO DEMOCRATICO.
Non solo Renzi, ma il PD.
Matteo Renzi al Lingotto di Torino - 2017

Renzi ne ha solo esaltato la portata, ma la sconfitta sarebbe arrivata comunque.
Le motivazioni sono, anche queste, sotto gli occhi di tutti, ma stranamente nessuno ne parla in modo compiuto.
La sinistra perde in tutta Europa, ma nel bel Paese hanno fatto di tutto per incrementare questa tendenza suicida. Dalla legge Cirinnà, allo Ius Soli passando per la Legge elettorale pensata per esaltare le coalizioni e poi facendo di tutto per non costruire coalizioni, anzi accettando scissioni interne.
Di LEU è inutile parlare, è nell’oblio della storia. Tutto Grasso che cala.
Il vero perdente, a nostro parere, è il MOVIMENTO 5 STELLE, anche se sono convinti di aver vinto, dimenticando che il nostro è un sistema parlamentare.
L’impostazione anti sistema, la contrapposizione frontale a tutte le altre le altre forze politiche ed il disprezzo per loro ostentato lo hanno portato alla vittoria percentuale costruita sfruttando la pancia dei cittadini e la pia illusione che le discussioni da bar, portate al parlamento, potessero essere strumenti di sviluppo e di risanamento di una situazione incancrenita che ha allontanato la politica dal paese ed il paese dalla politica.
Per i propri obiettivi il MOVIMENTO 5 STELLE doveva raggiungere la maggioranza assoluta, ma non ci è arrivato.
Luigi Di Maio

Essendosi tagliato tutti i ponti alle spalle, si trova emarginato ed in un vicolo cieco.
Quale partito appoggerà un esecutivo a guida Di Maio, con anche i ministri nominati prima ancora del voto, trascurando il proprio programma elettorale, e senza alcun potere reale, né operativo e neanche di controllo ?
Se il MOVIMENTO andasse al governo appoggiando altre forze e altri leader, sarebbe visto dai suoi elettori come una abiura delle posizioni finora sostenute, uno stravolgimento delle ragioni per cui il movimento è nato e si è sviluppato.
Non c’è futuro.
Sembra che i sondaggi successivi al voto diano il MOVIMENTO ancora in aumento, ma siamo ancora nella fase emotiva ed agiamo secondo l’italica usanza di soccorrere sempre il vincitore, ma la sensazione è che il MOVIMENTO abbia raggiunto il suo apice ed il futuro riserverà solo una discesa più o meno lenta o veloce.
Chi sarebbero, allora, i vincitori ?
Il vincitore in assoluto è il signor Berlusconi
In seconda battuta riteniamo che tra i vincitori siano da annoverare “IL POPOLO DELLA FAMIGLIA” e, in aggiunta, la LEGA di Matteo Salvini.
Andando in quest’ordine, e sempre riservandoci di approfondire a parte ognuno dei partiti e dei soggetti interessati, guardiamoli da vicino.
Berlusconi ha avuto le ali tarpate dal veto giudiziario ed ha commesso errori tanto marchiani da sembrare, verosimilmente, errori voluti.
In realtà, pur se si è speso in prima persona, non è riuscito a spostare gli indecisi, frenati dalla sua impossibilità a dirigere il futuro governo e dal ricordo, amaro, delle riforme incomplete che avrebbe potuto condurre in porto quando ne aveva l’occasione, ma che la corte insulsa dei suoi nominati e dei suoi alleati gli ha impedito di completare e su cui non si è saputo imporre con la necessaria determinazione.
Berlusconi con Clinton ed i Bush padre e figlio
In questo quadro si sono inseriti i ricordati errori di comunicazione, che potrebbero anche essere voluti, tenendo conto che arrivano dal re dei comunicatori.
La scelta di Tajani come possibile candidato premier ha portato in primo piano una persona valida, ma di secondo piano, la proposta è arrivata tardi e non è stata percepita come quella di un leader, di un trascinatore, mentre è stato un chiaro segnale per tutti che l’era berlusconiana era ormai tramontata.
Una persona seria, Tajani, ma che non scalda il cuore.
Una persona che, pur operando in modo corretto nelle istituzioni europee, ne incarna le contraddizioni e l’astio degli italiani nei confronti dell’invadenza di Bruxelles all’origine delle crisi economiche e valoriali di oggi.
In questa cornice, perché diciamo che Berlusconi è tra i vincitori?
Perchè è chiaro che nessun governo veramente operativo potrà essere formato.
Dei 5 STELLE abbiamo accennato e Salvini, di cui parleremo tra poco, pur conducendo il primo partito del centro-destra non può permettersi di fare il battitore libero e cantare fuori dal coro, pena la perdita di credibilità. Motivi analoghi ed opposti a quelli dei 5 STELLE.
Il governo che, inevitabilmente, sarà formato, dovrà, pur nelle pieghe di una crisi economica e di sistema ben lungi dall’essere risolta, con buona pace di Gentiloni e dei funzionai di Strasburgo, modificare la Legge elettorale e traghettare il paese a nuove elezioni che si svolgeranno, però, non prima di un anno. Nel 2019 i vincoli giudiziari di Berlusconi saranno accantonati e lui potrà di nuovo presentarsi agli italiani chiedendo l’appoggio a FORZA ITALIA e chiedendo di essere nuovamente designato, dal Paese, come leader del rinato centro-destra ed investito di nuovo alla guida del Paese.
Nel frattempo i problemi endemici saranno rimasti sul tappeto, sperando che non si siano ulteriormente acuiti, e sarà chiaro che ricette fantasiose quali il reddito di cittadinanza non sono percorribili e non porterebbero certo al risanamento ed allo sviluppo.
L’altro vincitore, per noi, è IL POPOLO DELLA FAMIGLIA.
Mario Adinolfi
Può sembrare arduo indicare in un nuovo partito, che è riuscito a conseguire lo zero virgola, il secondo vincitore della contesa e certo dipenderà molto da come il PDF si muoverà in futuro.
Però se analizzando il contesto in cui si sono mossi e le loro intenzioni del post-elezioni, ci sentiamo di affermarlo, adesso, a futura memoria.
Il PDF, infatti, ha subito un oscuramento totale.
Nessun invito a talk show di grido o di seconda fascia, nessun telegiornale che citasse gli incontri dei suoi esponenti con gli elettori, nessuno che citasse i punti del suo programma.
In sovrappiù anche le gerarchie ecclesiastiche hanno fatto del loro meglio per tacere sulla sua presenza.
Se anche avessero rilasciato dichiarazioni per prenderne le distanze, si sarebbe avuto il noto effetto del “parlate anche male di me, ma parlatene”.
Invece niente.
Il nulla.
Silenzio di tomba. Da Sabato Santo.
Le parrocchie impegnate alle ospitate di Emma Bonino o del PD, ma chiusura ermetica per 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA.
Emma Bonino

I minimi mezzi economici a disposizione, l’organizzazione volontaristica ed il peccato originale ancora da scontare hanno fatto il resto impedendo al PDF di raggiungere un risultato che eliminasse, almeno, lo zero prima della virgola.
Anche nell’esposizione dei risultati, nella notte dello spoglio che si è prolungata nei due giorni successivi, il PDF era accomunato insieme agli “ALTRI”.
Eppure, in queste condizioni disperate, è riuscito a sopravanzare partiti strutturati come CASA POUND o FORZA NUOVA, per non parlare delle formazioni di sinistra.
Anche per il PDF approfondiremo in separata sede il merito, ma qui è interessante sottolineare come il partito sia riuscito a cadere in piedi e come i suoi dirigenti abbiano preso spunto da questo risultato minimo per iniziare a costruire il futuro, credendoci ed iniziando il cammino che dalle prossime regionali e dalle amministrative di giugno lo porteranno alle prossime elezioni politiche che saranno, inevitabilmente, a breve o medio termine.
Il peccato originale di cui parlavamo è relativo alla sua nascita, annunciata proprio il giorno in cui a Roma era organizzato un incontro di tutti i gruppi che avevano organizzato i Family Day per valutare come muoversi e come trasformare in peso politico l’enorme mobilitazione di milioni di persone che, pagando di tasca propria e senza le mobilitazioni politiche o sindacali, si erano recate a Roma per manifestare a favore della famiglia, per il diritto naturale, per la difesa dei bambini, per fermare l’ideologia gender e per tutti quei valori della tradizione occidentale che, abbandonati, sono alla base della crisi attuale che si riverbera nell’economia, nei valori, nella solidarietà, nel mancato sviluppo, ecc.
I gruppi si riunivano per discutere del futuro e, in contemporanea, Adinolfi e Amato annunciavano il fatto compiuto del partito già formato a cui gli altri potevano “liberamente” aderire. 
Un po', ma all’inverso, quello che adesso dice il MOVIMENTO 5 STELLE per portare avanti il proprio disegno politico, invitando gli altri ad aderirvi.
Questo “peccato originale”, per quanto raccontato in modo diverso dalle parti interessate, ha creato scollamento e diatribe nelle compagini che fino a quel momento erano state unite e solidali fra loro. Da questo sono nati sospetti, prese di distanza, allontanamenti, boicottaggi che hanno portato al risultato di circa 300 mila voti contro le presenze di oltre 2 milioni all’ultimo Family Day e con almeno altrettanti potenziali partecipanti che erano rimasti a casa per l’impossibilità economica di recarsi nella capitale pagando di tasca propria.
Chiarito questo aspetto, e sperando che il punto sia chiaro, per il futuro, anche ai responsabili del PDF, ci rimane da evidenziare come alcuni esponenti dei movimenti del Family Day siano stati accolti, con esiti disastrosi, dalla “quarta gamba” del Centro-destra, cioè dai vari Cesa, Fitto et company, reduci di partiti strutturati ed organizzati, il cui risultato è stato veramente disastroso.
Dei dirimpettai della Lorenzin nel centro-sinistra non è il caso di spendere neanche una parola.
Essere presenti nella scena politica, avere la determinazione di partire dal piccolo risultato raggiunto per radicarsi nel territorio e crescere è un buon seme che darà germogli.
Anche per loro, di sicuro, molto dipenderà da come si muoveranno.
Le loro percentuali, in crescita, saranno fondamentali per una affermazione del centro-destra alle prossime elezioni.
Il loro splendido isolamento dovrà essere smantellato.
E’ stato uno dei loro limiti, anche se può anche aver fatto da collante al loro interno per differenziarsi da forze che, per quanto vicine, sono state ritenute lontane e inaffidabili anche per i personaggi proposti, come l’avvocato Buongiorno all’interno della LEGA o diversi esponenti di FORZA ITALIA.
Evangelicamente devono comprendere che il lievito, per agire, deve essere all’interno della massa da far lievitare, altrimenti è inutile.
I valori si difendono dall’interno e con la presenza attiva e operativa, non con la semplice testimonianza al margine e silenziata.
Il ritornello del “voto utile” è uno spauracchio che molti potenziali elettori ascoltano e, poter agire senza questo vincolo e portando la propria forza alla causa comune, potrà essere determinante.
Lo smantellamento dei partiti ex democristiani apre spazi nuovi a chi voglia investire, con credibilità, nei valori tipici del PDF.
Occorrerà avere il coraggio di aprirsi ad alleanze costruttive, rifuggendo dall’isolamento sterile, e coinvolgere persone che in tempi non sospetti hanno dimostrato la propria affidabilità come ad esempio, per non fare nomi, Giovanardi o Quagliarella, che hanno anteposto i valori al rispetto degli ordini di partito.
Infine due parole sulla LEGA che, trascinata da Salvini, consideriamo pure tra i vincitori.
Salvini è riuscito a trasformare in poco tempo un partito regionale in una forza nazionale, non solo togliendo il “Nord” dal nome, ma accreditandosi credibilmente come una sponda cui possono approdare elettori dell’estremo sud e dell’estremo centro, oltre a mantenere le basi certe del triveneto e del nord in generale.
Matteo Salvini

Anche per lui dipenderà molto dalle mosse che compirà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Non deve cedere alle sirene dei 5 STELLE, trappola in cui stava per cadere nell’elezione del Presidente del Senato.
Ha compreso lo stop di Berlusconi e di certo comprenderà che l’unità del centro-destra sarà uno dei pilastri su cui si fonderà la vittoria alle prossime elezioni.
Dovesse lasciarsi incantare da Di Maio e dai suoi slogan post elettorali (per i bisogni del paese; contratto alla tedesca; collaboriamo per lo sviluppo e senza inciuci; ecc.) butterebbe alle ortiche il patrimonio di credibilità che ha saputo costruire in questi anni.
Da persona intelligente ed arguta, quale è, siamo certi che non lo farà.


domenica 9 luglio 2017

Aggrediamo l'aggredito

Per chi non lo sapesse, il Prof. Robert Faurisson è uno dei cosiddetti "NEGAZIONISTI", cioè di coloro che ritengono che i 6 milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento nazisti siano una bufala propalata da chi aveva interesse a farlo.
Era stato aggredito per le sue idee e per il coraggio dimostrato nel sostenerle e divulgarle.
Non entro, per il momento, nel merito delle conclusioni del Prof. Faurisson, ma osservo che i suoi studi e le sue osservazioni si basano su dati scientifici e che, per contestarli, sarebbe bene utilizzare metodi altrettanto scientifici.
Analogamente, il Prof. Faurisson ha condotto studi, documentati da fotografie, planimetrie e testimonianze dirette, in cui dimostra in modo INOPPUGNABILE, che il DIARIO DI ANNA FRANK è un falso storico. Al massimo un romanzo per gli amanti del genere.

Il testo riportato non è, per una volta, farina del mio sacco, ma una nota, che ho letto e che condivido in pieno,  del 27 luglio 2010 di Marcello Gardani di "associazionelibertaindividuale.blogspot.it" al sito "informazionecorretta.it" a commento della aggressione subita dal Prof. Robert Faurisson.
Di seguito vi è la risposta di "informazionecorretta.it" e le conclusioni di Marcello Gardani che, in momenti in cui il PENSIERO UNICO  sembra sia l'unico ad avere diritto di cittadinanza, la semplice volontà di pensare con la propria testa sembra debba essere negata, combattuta e, possibilmente, distrutta.

Lascio a Voi le riflessioni su quanto scritto da Marcello Gardani e, per chi volesse consultare il blog originale può farlo cliccando (Vedi qui)

Aggressione a Robert Faurisson approvata da InformazioneCorretta
e Riccardo Pacifici

Aggressione a Robert Faurisson approvata da InformazioneCorretta e Riccardo Pacifici

Marcello Gardani 27/07/2010
associazionelibertaindividuale.blogspot.it

Egregi signori di InformazioneCorretta,
sono rimasto esterrefatto nel leggere sulle Vostre pagine
http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=2&sez=110&id=20541
appelli alla chiusura di siti internet Revisionisti e APPREZZAMENTO PER L'AGGRESSIONE FISICA E VIOLENTA subita da esponenti Revisionisti come Robert Faurisson, che voleva descrivere le proprie idee storiche di revisione del cosiddetto “Olocausto”.
Ciò significa voler impedire a chi, come me, vuole ascoltare entrambe le campane su argomenti controversi di storia di poter leggere quel che vuole od ascoltare chi vuole. Questo non lo permetto.
Lasciate che Vi dica sinceramente che tale pretesa è vergognosa e Vi chiedo un ripensamento, perché, come voi avete il pieno diritto di affermare le Vostre idee, lottiate per lasciare anche ai Vostri avversari uguale diritto di affermare e pubblicizzare le loro idee.
LA VERITÀ NON HA BISOGNO DI MANETTE O DI VIOLENZA PER AFFERMARSI, E SE NE HA BISOGNO ALLORA NON È LA VERITÀ.
Distinti saluti
Dott. Marcello Gardani
***
Risposta (anonima) di InformazioneCorretta:
Egr. Dr. Gardani,
è evidente che abbiamo un'opinione diversa su democrazia e libertà. Noi non crediamo che diffondere inviti allo sterminio sia esprimere un'opinione, così come crediamo che negare la Shoah sia una menzogna e non una libera espressione del proprio pensiero. Non è vero che tutte le azioni che esprimono un pensiero sono lecite, apra, per sincerarsene, i codici civili e penali. Se lei istiga qualcuno al suicidio, non esprime un suo diritto, ma commette un reato.
Che lei poi si preoccupi tanto della salute fisica del suo prossimo, torna a suo onore, ma non si è mai chiesto quali sono le teorie che Faurisson diffonde? Se le condivide, il nostro rapporto finisce qui. Se non le condivide, allora scriva a Faurisson e a tutti quei siti che diffondono odio, antisemitismo, e gli chieda come conciliano una società come quella che prefigurano con i diritti di libertà e democrazia.
Cordiali saluti,
IC redazione
***
Conclusioni di Marcello Gardani:
Il nostro rapporto finisce qui”.
Tanto mi ha scritto l'anonimo “risponditore” di InformazioneCorretta (e perché anonimo? io ho scritto il mio nome e cognome: ci metto la faccia. Perché Lei no? Cos'è questo gettare il sasso e nascondere la mano?).
Se non credo alla Vostra “verità” ma alla “verità” di un altro, allora “Il nostro rapporto finisce qui”. Ne prendo atto.
Però mi sembra una ben miseranda conclusione.

Infatti, se invece di far “finire qui” il nostro rapporto, l'anonimo di InformazioneCorretta mi avesse scritto:
Sono disponibile ad un ampio contraddittorio anche pubblico per dimostrarLe che Lei sbaglia ed io ho ragione”, magari coinvolgendo uno Storico Revisionista “vero” (che so: proprio Faurisson, o Mattogno...) Lei avrebbe catturato la mia approvazione ed il mio apprezzamento.
Se poi avesse proposto un incontro pubblico, un dibattito in contraddittorio con lo Storico Revisionista citato, mi avrebbe addirittura mandato in visibilio, per la soddisfazione, ed avrei ascoltato con la massima attenzione le argomentazioni di entrambi.
Se le Vostre ragioni sono buone e fondate storicamente e scientificamente e quelle dei Revisionisti sono cattive e infondate storicamente e scientificamente, vincereste a mani basse e potreste ridicolizzare le tesi dei Revisionisti, guadagnando appoggi alla Vostra tesi.
Perché rinunciate a vincere?
PERCHÉ RINUNCIATE A VINCERE?
Invece Lei ci ha rinunciato: “Il nostro rapporto finisce qui”. Sa tanto di coda di paglia...
Sì, perché ammetto che dopo aver comparato ampiamente le ragioni dei Revisionisti (come Faurisson) e quelle degli Sterminazionisti (od Olocaustici), devo dire che le prime mi hanno convinto e le seconde no.
E quindi Lei tronca qui il “nostro rapporto”.
Liberissimo di farlo, però a questo punto mi sento di dover esprimere qualche altra considerazione:

In primo luogo, NON ho letto una Vostra condanna dell'aggressione e della violenza contro Robert Faurisson. Quindi rimane valida la Vostra APPROVAZIONE della violenza come metodo per tacitare gli storici avversari, e questo da solo Vi squalifica.

Inoltre, è opportuno precisare che fino a 40 anni ho creduto acriticamente alle camere a gas NazionalSOCIALISTE ed ai sei milioni di Ebrei gassati nei Lager. Avevo letto interi libri e molti articoli sull'argomento e non avevo il minimo dubbio che tutto fosse vero.

Poi, per curiosità, ho letto alcune pagine Revisioniste, chiedendomi chi potesse essere così pazzo da sostenere che le camere a gas nei Lager non esistessero.
Ho letto proprio le pagine revisioniste che Voi - guarda caso - vorreste censurare su scala planetaria, impedendo di leggerle a tutti noi ed anche al sottoscritto.
Ebbene, molte argomentazioni Revisioniste erano così fondate storicamente e scientificamente che hanno incrinato pesantemente le mie precedenti convinzioni.
IO HO IL CORAGGIO DI CAMBIARE OPINIONE. SEMPRE.
Una cosa FONDAMENTALE che mi ha favorevolmente impressionato nei siti Revisionisti sta nel fatto che essi non chiedono la chiusura violenta dei siti Sterminazionisti (o Olocaustici): certi arrivano addirittura a mettere, sulle loro pagine, dei link che puntano ai siti avversari (Sterminazionisti), per far leggere a tutti le Vostre argomentazioni!
DIFFERENZA QUALITATIVA ESTREMA, che piace tanto a chi - come me - è abituato a leggere diverse voci su ogni argomento, per raggiungere una propria comprensione più profonda.
Il punto DECISIVO che mi ha convinto è che, se i Revisionisti come Faurisson POSSONO avere torto, quelli che li vogliono battere non con argomentazioni storiche e scientifiche, ma impedendo con la violenza dello Stato o propria a me e a miliardi di altri come me di leggere le sue argomentazioni, quelli SICURAMENTE HANNO TORTO.
E se Voi siete nel numero allora ci raccontate premeditate MENZOGNE.
Come potete arrogarvi il diritto di impedirmi di leggere quello che voglio??? Io ve lo proibisco: leggete e scrivete quel che volete ma non sognatevi di impedirmi di leggere quel che voglio io.
Tutti i miliardi di persone che vivono sulla Terra hanno il diritto di leggere quel che vogliono, e Voi non avete il minimo diritto di impedirglielo, sotto nessuna scusa o giustificazione.
Se non siete convinti di qualche argomentazione criticatela ed attaccatela nel merito, ma non sognatevi di impedire a tutti noi di leggerle liberamente.
SOLO LE MENZOGNE HANNO BISOGNO DELLA CENSURA PER PREVALERE SULLE IDEE ALTRUI. Rinnovo il mio invito perché confutiate le argomentazioni contrarie con altre argomentazioni e non con la violenza, Vostra o dello Stato. Anzi Vi invito a batterVi per abolire tutte le norme criminali che rendono un reato gravemente perseguitato la libera espressione delle proprie convinzioni storiche.

Convinzioni su cui sono sempre pronto a cambiare opinione, se me ne fornirete un motivo che mi convinca. Distinti saluti. Dr. Marcello Gardani

sabato 11 marzo 2017

800 ANGELI e LA GRANDE CARESTIA IRLANDESE


Lapide in ricordo dei morti della Grande Carestia irlandese
La bufala degli 800 corpicini ritrovati in un ex orfanotrofio cattolico irlandese di Tuam ha fatto il giro del mondo, ripresa da tutti i giornali e telegiornali. 
La rettifica e
 le scuse per aver pubblicato una bufala che più bufala non si può, sono state trasmesse solo da qualche emittente e nessun telegiornale ne ha parlato. Per gli approfondimenti o, molto più semplicemente, per accostarsi alla verità si può solo controllare in uno qualsiasi dei siti cattolici seri del web: TEMPI (vedi qui), CAMPARI & DEMAISTRE (vedi qui), INTELLOGONEWS (vedi qui), NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA (vedi qui)
Se qualcuno si fosse perso la versione “originale” (tenendo anche conto che in questo caso non vale il detto che “una notizia inventata è una notizia in esclusiva”), ci limitiamo a segnalare il Corrierone : (vedi qui)

giovedì 7 aprile 2016

Vigilia di Amoris Laetitia

Vigilia di Amoris Laetitia


Il 19 marzo è stato firmato da Papa Francesco il testo delll'istruzione “Amoris Laetitia” che dovrebbe basarsi sul documento finale del Sinodo sulla famiglia che si è concluso il 25 ottobre dello scorso anno e che sarà pubblicata a giorni, forse già domani stesso.

La lunghezza prevista, oltre 200 pagine, induce a pensieri poco positivi. Quando si è lunghi, in genere si è poco chiari.

A volte, però, la mancata precisione è uno degli aspetti voluti e ricercati.

Oltretutto l’argomento principe verte sulle indicazioni che verranno date per i divorziati risposati sperando che gli argomenti relativi all’omosessualità siano stati definitivamente chiariti, anche se non si sa mai.
L'informato Card. Kasper afferma che il documento di Papa Francesco farà voltare pagina alla Chiesa dopo 1.700 anni. L'altrettanto informato Melloni lo commenta pure, come se l'avesse già interiorizzato riga per riga e lo spiega al volgo, con le interpretazioni di scorta per cattolici adulti analfabeti.

Molti hanno commentato queste interpretazioni estemporanee in assenza del testo. Io non mi straccio le vesti e non mi scandalizzo per quello che, in realtà, è solo un “deja vu”.

Cercando di valutare le condizioni al contorno, cioè le reazioni dei media alla pubblicazione, riflettendo anche sulle notizie che hanno fatto da contorno alle tre settimane di dibattiti del Sinodo, così come alla pubblicazione dell'Istrumentum laboris e, prima ancora, sulle prime risultanze del pre-sinodo del 2014 si vede benissimo che è tutto già “prefabbricato” e “già visto”.

Basta prenderne atto ed agire di conseguenza con, a mio parere, una aggiunta non da poco: le interviste e le dichiarazioni di Kasper, Melloni & C. non sono semplicemente le opinioni interessate di chi vuole tirare per la giacchetta un testo che, qualunque sia, non può modificare la Dottrina. Sono “ordini di scuderia” per la pletora di commentatori, imbonitori e divulgatori che devono portare il verbo interpretativo della scuola di Bologna sino ai confini del mondo.
Indipendentemente dal contenuto della Amoris Laetitia, dicevo, la strada per la sua divulgazione sarà quella tracciata e collaudata per la “spiegazione” del C. V. II.
Per ricordare di cosa si tratta basta riprendere quanto lucidamente spiegato da Papa Benedetto.
Si sono svolti due concilii : Quello dei Padri conciliari che hanno redatto e pubblicato i documenti finali, e quello che si è svolto sui media prima, durante, ma soprattutto dopo la conclusione del Concilio stesso.
Il Concilio dei Padri aveva ribadito la validità della Liturgia, aveva caldeggiato l'uso del canto gregoriano, aveva elogiato ed incentivato l'uso del latino, ecc.
Il concilio dei media ha cancellato ed ha stravolto tutto quanto elaborato e scritto convincendo molti (per fortuna non tutti) che c’era un nuovo spirito e che a questo bisognava adeguarsi. Anzi, che quello era il punto di partenza, poi la fantasia avrebbe provveduto agli adeguamenti futuri, in base all'evoluzione delle mode.
E’ su questa falsa riga che, anche se il testo non c'è ancora, i commenti (Kasper, Melloni & C.) sulla Amoris Laetitia ci sono già.
In realtà non sono “commenti” ma, è chiarissimo, indicazioni della strada da seguire, da percorrere, da battere, da indicare a chi (la quasi totalità) non andrà neanche a leggere cosa ha firmato Papa Francesco, ma si baserà sui lanci d’agenzia, sui titoli dei giornali, sulle elucubrazioni dei vari apprendisti stregoni, da Enzo Bianchi in giù.
Basta leggere, in quest'ottica, quanto hanno scritto gli esimi Kasper e Melloni sopra ricordati :
Iniziamo da Melloni :

Nessuna spaccatura. Ma una sintesi, tra rigoristi e progressisti. Francesco disorienta ancora una volta chi sperava di "incastrarlo" nel dibattito sinodale sulla famiglia e sulla comunione ai divorziati. O chi pensava di mettere in contraddizione, dentro il sinodo e nella platea dei fedeli, la supposta rigidità di una "dottrina" con una "apertura" che il Papa sintetizza nell'espressione "misericordia". L'Esortazione post-sinodale su cui oggi Francesco apporrà la sua firma, conterrà proprio questa combinazione di elementi. E l'operazione di chi puntava su uno strappo è clamorosamente fallita.
Fondamentale è la parola “incastrare”. Si evince che il Sinodo che Papa Francesco aveva convocato in due sessioni separate, ad un anno di distanza una dall'altra e richiedendo la più ampia libertà di espressione in modo che venisse dal dibattito tutto quanto lo Spirito Santo poteva far discendere nelle menti illuminate dei Padri sinodali, in realtà era una trappola di qualcuno che cercava di “incastrare” il Santo Padre.
Però Francesco non si è lasciato “incastrare” e gli illuminati commenti chiarificatori di Melloni, che lo interpretano autenticamente, ne sono la conferma. Ovvio che chiunque non si conformasse a detti illuminati commenti sarà un potenziale “incastratore” e, come tale, da mettere all’indice. Fra le altre accuse che dobbiamo aspettarci, quindi, quella di “incastratori” sarà fra le più gettonate.
In seconda battuta, non c'è nessuna contrapposizione fra una “rigida” dottrina ed una ipotizzata “apertura” del Papa. Entrambi gli elementi saranno contenuti nell'Esortazione e saranno sintetizzati nell'aspetto misericordioso del Padre, quindi lasciando con un palmo di naso chi ipotizzava uno “strappo”.
Nessuno strappo.
Solo misericordia ed abbraccio ai fratelli ed alle sorelle che hanno sbagliato e sbagliano.
La misericordia è una bella coperta che copre tutto.

Altro passo significativo da memorizzare è il seguente :
Il Pontefice, coerentemente con la riforma del linguaggio del pastorale e del dottrinale che è al cuore del concilio Vaticano II, pensa che una dottrina che non includa la misericordia sia solo una ideologia. E che una "apertura" che non abbia la pretesa di dire la verità che è la persona di Gesù Cristo, sia solo una operazione di marketing. Ha allora superato lo scoglio chiamando a responsabilità i vescovi a cui restituisce poteri effettivi, segnando, come ha detto il cardinale Kasper, una vera e propria "rivoluzione".

Vogliamo tradurre anche questo nel linguaggio degli ordini e delle disposizioni per le truppe cammellate melloniane ? E traduciamolo, visto che i punti di riflessione sono molti !
Anzitutto il passaggio dal “dottrinale” al “pastorale” e viceversa che è già stato vittoriosamente sperimentato nel Concilio Vaticano II. Melloni ricorda che occorre solo ripetere la procedura e, quando la “novità” diventerà “prassi quotidiana”, termine mutuato dalla fallimentare ideologia marxista, nessuno se ne accorgerà più.
In seconda battuta, l'apertura riguarderà solo quello che dice Gesù Cristo, altrimenti sarebbe smascherabile come operazione di marketing e, siccome Lui è misericordia, basta scegliere le citazioni giuste e l'abbraccio dei fratelli e delle sorelle è garantito.
Terzo punto, che potrebbe sembrare marginale, ma è importantissimo, qualora qualcuno fosse duro di comprendonio e, essendo un probabile nullafacente, andasse a leggere anche altre parti dei Vangeli dove Gesù dice altre cose, lo scoglio è comunque superato perchè la responsabilità sarà dei Vescovi, come per la decentralizzazione della Sacra Rota, quindi, nel caso, le strade da seguire saranno 2 :
  1. attendere l'acquisizione della nuova “prassi” da parte dei Vescovi più “misericordiosi” per poi attaccare gli altri di arretratezza medievale, spronandoli a mettersi, anche se in ritardo, al passo con i tempi;
  2. attendere che il Padre Eterno chiami a Se i suoi figli Vescovi più restii, preparando già la sostituzione con giovani leve più aperte alla misericordia ed all'accoglienza.

Dove sia la rivoluzione in realtà non si capirebbe, se non cercando di comprendere il messaggio in codice, in realtà non troppo codificato, visto che l’autonomia dei Vescovi c’è sempre stata per annunciare Cristo e la Sua Parola nella propria Diocesi.
Illuminanti, in questo senso le parole del Cardinale Ratzinger (non ancora Benedetto XVI) in “Rapporto sulla Fede” con Vittorio Messori – Ed. San Paolo – 1985 dove, parlando delle Conferenze episcopali nazionali afferma :

Il collettivo non sostituisce la persona del Vescovo il quale è l'autentico dottore e maestro della fede per i credenti affidati alle sue cure”, anche perchè, insiste, “si tratta di salvaguardare la natura stessa della Chiesa cattolica che è basata su una struttura episcopale, non su una sorta di federazione di chiese nazionali”.

Quindi, “superare lo scoglio chiamando a responsabilità i vescovi a cui restituisce poteri effettivi” è solo una segnalazione ad agire sui vescovi sfruttando le tendenze di ognuno ad essere di “manica larga” per “interpretare” la volontà di Dio e delle tradizioni della Chiesa.
L’accesso all’Eucaristia non è un diritto, anzi, se prima di ricevere il corpo di Cristo non si è provveduto a purificarsi e trasformare il proprio corpo in un Tabernacolo immacolato per accogliere l’Altissimo. L’unico modo per farlo è accostarsi al sacramento della confessione dove, a seguito del pentimento dei peccati commessi ed all’impegno a non ripeterli per il futuro, si acquisisce l’assoluzione del Padre e si ritorna al candore battesimale.
Che non ci sia spazio per interpretazioni “terze” dovrebbe essere palese, vista l’estrema chiarezza dell’insegnamento magisteriale. Solo per citare alcuni passi, pur nell'imbarazzo della scelta, ma senza abusare della pazienza del lettore, segnaliamo :
(San Pio X, Catechismo maggiore, n. 632) "Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi commetterebbe sacrilegio e si farebbe meritevole della sentenza di dannazione" .
(San Giovanni Paolo II, Discorso ai membri della penitenzieria, 30 gennaio 1981) “…vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma inculcata da san Paolo e dallo stesso Concilio di Trento, per cui alla degna recezione dell’Eucaristia si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale" .
(Catechismo della Chiesa Cattolica, §1385) “Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione" .
(San Giovanni Paolo II - Ecclesia de Eucharistia, 17-4-2003 § 36) "Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell'apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell'Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale»" .

Però lo stesso Papa Francesco, l'8 dicembre 2015 ebbe a ricordare che il Concilio Vaticano II è stato un “progresso nella fede”.
Interpretazione più autentica di così è impossibile averla.

Del resto il lessico che io sto utilizzando è, volutamente, quello che è stato utilizzato su tutti i media per i commenti del doppio Sinodo: lo scontro era tra “progressisti” e “rigoristi”, cioè tra chi si apriva al nuovo e cercava di utilizzare la misericordia del Padre e tra chi si racchiudeva in modo gretto e senza amore per i fratelli applicando le “regole” che anche San Paolo aveva stigmatizzato duemila anni or sono come sorpassate e rimpiazzate dallo Spirito (il senso degli scritti paolini è molto diverso, ma pensate che lor signori vogliono sottilizzare su questo ?).

Questi aspetti si collegano con il secondo punto della strategia: attendere il trapasso e sostituire i non allineati con soggetti “catechizzati” alla bisogna.
A dire il vero anche questa strategia non è propriamente nuova. Da tempo i riflettori modernisti sono puntati sugli uomini di Chiesa. A volte per monitorarli, a volte per oltraggiarli, a volte per far filtrare notizie atte a metterli in cattiva luce e squalificarli.
A volte, semplicemente, come monito, per una pressione psicologica indiretta, ma tale da far sentire il fiato sul collo ed indurre ad evitare sovraesposizioni ad eventuali Pastori non propriamente avvezzi alla pubblica tenzone, oppure a procurare una autocensura in soggetti schivi e pacifici o ancora a far capire, ad eventuali carrieristi non dichiarati, che è meglio rimanere allineati e coperti all'ombra della cordata vincente, se si vuole progredire in onori e prebende che, ovviamente, nessuno chiede e nessuno pretende ma a cui si aspira per “spirito di servizio”.
Questo è forse, se si può fare una classifica degli abomini, quello più perverso e, come ricordavo sopra, non è da oggi che questa strada viene percorsa in modo palese.
Già nel libro “L'inizio di papa Ratzinger” (maiuscole e minuscole sono del testo), di Alberto Melloni, edito da Einaudi Torino – Marzo 2006, le pagine da 138 a 147 sono dedicate proprio a questo. 

Ad un anno dall'elezione del Pontefice, pur nelle sfide iniziate da Giovanni Paolo II e proseguite da Papa Ratzinger, si dedicano ben 10 pagine a segnalare la proroga del Card. Ruini alla presidenza CEI, a commentare negativamente la nomina a Monsignore di Luigi Negri, (qualificato come prete di CL e autore di un pamphlet dai toni apologetici nei confronti delle crociate), oppure la nomina ad arcivescovo di Cracovia di Stanislao Dziwiscz a cui veniva imputata la tremenda colpa di essere stato segretario del defunto Pontefice che, a sua volta, proveniva dalla stessa sede dove il nuovo arcivescovo è destinato, ecc.
Del resto nelle stesse anticipazioni dei giorni scorsi Melloni non si esime dal ripercorrere le stesse strade, che evidentemente devono essere dissodate di continuo per segnalarne l'importanza agli adepti. Ed allora giù a riempire d'improperi il Cardinale Sarah.
Secondo Melloni, Il Papa “ha riferito che sarebbe rimasto impressionato dalla linea di contrarietà esplicita e plateale assunta su questo punto dal cardinale africano Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti. Sarah - esattamente come nella comunione anglicana - è punto di riferimento del conservatorismo africano e il raccordo naturale di molti dei padri sinodali di quel continente”.
Non si limita, però a questo, si spinge a citare molti altri nomi che tralascio e che si possono vedere nell'articolo anche perchè, ripeto, quello che conta è capire la strategia e i segnali che si mandano a chi deve riceverli.
Questa è, dunque, la linea che sarà proposta da tutto lo schieramento modernista. L'ordine di scuderia è chiaro e le truppe sono pronte ad accodarsi alla scuola di Bologna.
Potrebbe rimanere un dubbio sul significato della frase del Cardinale Kasper sul “voltare finalmente pagina dopo 1.700 anni”.

Visto che nel 315 non è accaduto nulla di importante, ai fini dei nostri ragionamenti, e neanche nel 316 vi è qualche pronunciamento significativo da ricordare, la frase è anch'essa una sorta di messaggio in codice.
Normalmente si direbbe “dopo 2.000 anni si cambia pagina”, ma è qualcosa di indefinito, di aleatorio. Parlare di 1.700 dà l'idea della data precisa. Ancora meglio sarebbe stato citare gli anni esatti per risalire, ad esempio, al Concilio di Nicea o ad altri documenti della tradizione cattolica. Citare il nulla, ma con esattezza, rende molto di più l'idea a chi è disinformato, cioè al 95 % della popolazione che si professa cattolica e, se proprio costretta, va alla Santa Messa a Pasqua o per qualche matrimonio o funerale.
Dare l'idea di sapere bene di cosa si parla è il modo migliore (pensa il caro cardinale) di dare l'idea di autorevolezza, e del resto basta ripetere un numero sufficiente di volte una notizia falsa perchè sia accettata come vera nell'immaginario collettivo.

Lo Spirito Santo non permetterà certo simili giochetti stupidi a chi ipotizza di avere a che fare con avversari (loro li chiamano nemici) ormai rassegnati e chiusi in piccole ridotte con il rosario in mano a recitare giaculatorie.
Abbiamo il Santo Rosario in mano e recitiamo giaculatorie, ma in alto, ed in ascolto attento alle preghiere, c'è la fonte della Vita. Se la strategia che gli apostati seguiranno è questa (ed è questa), occorre smascherarla e non è detto che, essendo talmente marchiana da risultare quasi incredibile, si trasformi in un boomerang.

Tutto quanto sopra infatti, per risultare credibile, deve basarsi non soltanto sulla leva di incentivare una “religione fai da te” già molto in uso fra gli autoproclamati “cattolici adulti”, occorre anche demolire buona parte della “dottrina” fra cui, non ultimi, la Confessione e l'Eucaristia.
Se riusciamo, con calma, pacatezza e determinazione a porre sul tappeto quello che questo significa, sarà una delle leve per smascherare i modernisti finto-cattolici che sinora hanno ben lavorato di piccone per demolire, dall'interno, 2.000 anni di tradizione.
Succederà quanto accaduto nel nostro parlamento e nelle aule giudiziarie dopo la prima approvazione della Legge Cirinnà: visto che non è passata la possibilità delle adozioni alle coppie gay, si è lasciato l'arbitrio ai giudici nei tribunali che riescono a fare ciò che la politica non è riuscita.
Questo vale anche per il documento post sinodale: l'escamotage è quello di lasciare decidere volta per volta i vescovi o i parroci, creando una confusione incredibile; i fedeli più infedeli andranno da quelli dalla manica larga, dai misericordiosi, e potranno accedere all'eucarestia, nonostante conviventi; potranno farsi benedire le nozze, nonostante gay. Così la dottrina della chiesa viene fatta a pezzi e il gregge di Dio disperso dai finti misericordiosi.
Già oggi, chi voglia ingannare se stesso e, ad esempio, accostarsi all'Eucaristia da divorziato risposato o convivente, potrebbe semplicemente prendere messa in una parrocchia diversa dalla sua, senza neanche accostarsi al confessionale. Non mi sembra che i sacerdoti chiedano la carta d'identità per accostarsi a ricevere l'Ostia consacrata.
Già oggi, a fronte di poche decine di confessioni vi sono diverse centinaia di comunioni, molte delle quali con l'Ostia ricevuta in mano.
Non ci sarà, quindi, da attendere che il Vescovo recalcitrante ritorni al Padre, come si Augura Melloni per avere strada libera. Chi vuole consumare la propria condanna può farlo già adesso, pensando di prendere in giro il sacerdote di turno, ma dimenticando volutamente che ben più in alto c'è chi guarda dentro al cuore e ci conosce più di quanto noi stessi ci conosciamo.
L'esagerazione, adeguatamente sottolineata, porterà ad un risveglio delle coscienze.
Magari le Chiese si svuoteranno ancora di più, ma si svuoteranno di chi avrebbe fatto meglio ad allontanarsi già da prima per non dannare se stesso.
Non mi sembra che al principio i seguaci di Gesù si contassero in centinaia di milioni, e neanche in miliardi. Mi sembra che fossero 12 e che uno di loro non remasse neanche insieme agli altri.
La Verità e lo Spirito Santo li hanno portati ai quattro angoli del mondo ad annunciare la Parola di Dio. Il Logos fatto carne per amore nostro.
Oggi abbiamo più mezzi di loro. Dobbiamo solo usarli senza scoraggiarci.
Non Prevalebunt !