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| La basilica di Colle don Bosco |
La Verità deve splendere sempre, ma per poter arrivare ai nostri cuori, dobbiamo anzitutto conoscerla. Vogliamo divulgare e commentare quello che i media non dicono, o che piegano alle mode del mondo, sia nel campo religioso, che in quello etico, storico e politico. Il Blog è aperto a tutti per commenti. Chiediamo a quanti concordano con le opinioni quì espresse di condividerle e divulgarle contro la disinformazione imperante.
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lunedì 8 maggio 2017
10 anni dal Summorum Pontificum - don Spataro
sabato 18 marzo 2017
Elezioni olandesi: fermato il "populismo"
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| Aldo Moro nella celebre foto delle BR |
Quì
vogliamo parlare di Olanda e di Europa, ma l’avvenimento mi ha
fatto ritornare alla memoria un passaggio della “dottrina”
morotea.
Lui riteneva che, ormai, il ciclo della DC fosse esaurito e l’ultimo
servizio che il partito potesse rendere al Paese fosse quello di una
transizione soft verso la sinistra. Il suo pensiero in merito si può
ridurre al celebre motto: “Trattare;
Duramente; Lentamente”.
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ROTSCHILD
sabato 11 marzo 2017
800 ANGELI e LA GRANDE CARESTIA IRLANDESE
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| Lapide in ricordo dei morti della Grande Carestia irlandese |
La rettifica e
le scuse per aver pubblicato una bufala che più bufala non si può, sono state trasmesse solo da qualche emittente e nessun telegiornale ne ha parlato. Per gli approfondimenti o, molto più semplicemente, per accostarsi alla verità si può solo controllare in uno qualsiasi dei siti cattolici seri del web: TEMPI (vedi qui), CAMPARI & DEMAISTRE (vedi qui), INTELLOGONEWS (vedi qui), NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA (vedi qui)
le scuse per aver pubblicato una bufala che più bufala non si può, sono state trasmesse solo da qualche emittente e nessun telegiornale ne ha parlato. Per gli approfondimenti o, molto più semplicemente, per accostarsi alla verità si può solo controllare in uno qualsiasi dei siti cattolici seri del web: TEMPI (vedi qui), CAMPARI & DEMAISTRE (vedi qui), INTELLOGONEWS (vedi qui), NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA (vedi qui)
Se
qualcuno si fosse perso la versione “originale” (tenendo anche
conto che in questo caso non vale il detto che “una notizia
inventata è una notizia in esclusiva”), ci limitiamo a segnalare il
Corrierone : (vedi
qui)
venerdì 11 novembre 2016
La punizione divina di Padre Cavalcoli
Per chi non avesse seguito i fatti che commentiamo, Padre Cavalcoli,
teologo domenicano, in una catechesi su Radio Maria, rispondendo ad
un ascoltatore, disserta sul peccato mortale in relazione al
terremoto del centro Italia.
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| Padre Giovanni Cavalcoli |
L’Espresso
prende la risposta, la adatta, la deforma e serve in pasto al pubblico questo esito :"IL TERREMOTO E' LA PUNIZIONE PER LA
LEGGE SULLE UNIONI CIVILI".
E’ una falsità,
ma serve un piatto forte per smuovere l’indignazione a comando. Il
pubblico ludibrio contro Padre Cavalcoli è avviato, anche se
l'obiettivo non è lui, o almeno non è solo lui.
martedì 17 maggio 2016
Matto Matteo ed altre Bergogliate
Bergoglio non ne
azzecca una.
Non parlo solo della
pletora di interventi a braccio che ogni giorno fanno versare lacrime
di indignazione a coloro che credono che chi siede sulla cattedra di
Pietro, oltre ad essere assistito dallo Spirito Santo, abbia anche una cultura di base ed un "discernimento" che al "nostro" manca proprio.
Parlo dei vari
argomenti affrontati da Bergoglio nell’intervista al quotidiano
cattolico francese “La Croix”.
Di TUTTI gli argomenti affrontati
neanche uno ne ha azzeccato.
Scrivo a caldo e
senza avere il tempo di ricercare riferimenti, citazioni o altro, ma la mia indignazione è tanta che non mi fa attendere
che la mente si tranquillizzi per ragionare a mente fredda.
Per questo
parlerò di “Bergoglio” e non di “Francesco”,
anche se comincio ad essere stufo di dover sempre parlare di “Simone”
invece che di “Pietro”.
I due riferimenti da
cui, al momento, attingo sono due articoli di giornali italiani.
Pensando ad uno svarione o ad uno scherzo ho
cercato qualche conferma ed anche su “La Stampa”, Andrea
Tornielli (Vedi
quì) commenta la medesima intervista, che dunque è
vera.
Allora veniamo ai
punti in questione trattati da Bergoglio con la stessa lucidità ed
erudizione storica e teologica di un Rocky Balboa al tappeto, prima
di trovare la forza di invocare la sua amata Adriana.
Il punto più
cocente (non fatemi usare un altro termine che pure ho sulla punta
delle dita) è l’affermazione .
“E’ vero che l’idea di
conquista appartiene allo spirito dell’Islam. Ma si potrebbe
interpretare secondo la stessa idea di conquista la fine del Vangelo
di Matteo, quando Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”.
Non
capisco e non mi adeguo.
Queste
sono parole del capo della Chiesa Cattolica ? Del successore di
Pietro ? Del rappresentante di Cristo in terra ?
Siamo tutti figli di Dio, certo.
Anche un indigeno della Papuasia del sud, che non ha mai sentito parlare di Gesù Cristo è figlio di Dio e mio fratello.
Ma non puoi paragonare qualcuno che usa la spada e l’assassinio per farti aderire all'idea del "suo Dio" a chi ritiene di aver ricevuto la Grazia della rivelazione e la vuole condividere con il fratello.
Se io ritengo di avere un tesoro, la Grazia della Rivelazione, l'amore stesso per il fratello, oltre che il comando di nostro Signore, mi dice di condividere il tesoro con il fratello ed annunciare anche a lui il modo per arrivare allo stesso tesoro.
Senza spaccargli la testa, senza sottometterlo con la forza delle armi o obbligarlo con il terrore, come fanno gli islamici a casa loro (ISIS, fratelli mussulmani, ecc.), ed a casa nostra, ma se non lo faccio dov'è il mio amore per lui ?
Lo privo della proposta di condividere il dono che io ho ricevuto ?
Magari
non riesco a convincerlo a condividere il tesoro di Verità che io ho
ricevuto per Grazia. Magari rifiuterà il mio annuncio di salvezza.
Ma io DEVO farlo, se lo considero mio fratello.
Poi toccherà a lui
decidere con il suo libero arbitrio.
Me
lo comanda il mio amore per il prossimo, prima ancora che Gesù Cristo, come ci
ricorda, giustamente, il Vangelo di Matteo.
Confondere questo con la conquista armata e con l'uccisione degli infedeli è eresia.
Probabilmente un kamikaze mussulmano, che pensa di morire per il "suo Dio" potrebbe anche essere paragonato ad un santo, se non ha mai sentito la parola di Gesù Cristo ed offre la sua vita per la sua religione.
Ma non se, per fare questo, arriva ad uccidere altri in modo vigliacco.
Persone
innocenti, fra cui anche donne e bambini.
Paragonare
le parole di Gesù Cristo, morto sulla Croce per salvare il mondo, a
quelle del Corano, che incitano all'utilizzo della spada per
incentivare la conversione è da pazzi, oltre che eresia.
Cristo è morto sulla Croce perdonando i suoi assassini, dopo aver detto ai suoi di andare in ogni angolo del mondo a predicare l'amore ed a battezzare i popoli nel suo nome.
Cristo è morto sulla Croce perdonando i suoi assassini, dopo aver detto ai suoi di andare in ogni angolo del mondo a predicare l'amore ed a battezzare i popoli nel suo nome.
Maometto
ha detto di sterminare gli infedeli, nemici di Allah, facendolo lui personalmente
per primo.
Con questa frase i terroristi non si sentiranno ancora più incentivati a proseguire nelle loro stragi ?
Ad
aumentarle se possibile ? Ad agire con maggior determinazione
?
Diranno : Anche il capo dei cattolici ha detto che le loro azioni sono uguali alle nostre, quindi andiamo avanti.
Pura eresia, oltre che assoluta assenza di lungimiranza diplomatica, ammesso che abbia detto una simile castroneria per cercare un impossibile colloquio con il mondo islamico.
Al confronto il "chi sono io per giudicare!", Bergoglionata che ha fatto il giro del mondo ed è stata stravolta in tutte le salse, è un trattato di buon senso anche se ci si indigna ad ascoltarla.
Diranno : Anche il capo dei cattolici ha detto che le loro azioni sono uguali alle nostre, quindi andiamo avanti.
Pura eresia, oltre che assoluta assenza di lungimiranza diplomatica, ammesso che abbia detto una simile castroneria per cercare un impossibile colloquio con il mondo islamico.
Al confronto il "chi sono io per giudicare!", Bergoglionata che ha fatto il giro del mondo ed è stata stravolta in tutte le salse, è un trattato di buon senso anche se ci si indigna ad ascoltarla.
Giudicare la sodomia no, ma il Vangelo si !
Ma
Bergoglio non si è limitato a questo.
Per
la serie “non facciamoci mancare nulla”, dall’alto della sua
indiscussa diplomazia e lungimiranza, con il fiuto politico che lo
contraddistingue ed il solido retroterra teologico mutuato
dai gaucos della Pampa, ha spaziato su tutti i problemi del mondo
terracqueo.
Limitiamoci
ai più importanti, visto che dei cani e dei gatti aveva già parlato
dal pulpito di Santa Marta.
“Di
fronte al terrorismo islamico, sarebbe meglio interrogarci sul modo
in cui un modello troppo occidentale di democrazia è stato esportato
in paesi come l’Iraq”.
Vogliamo
proprio interrogarci in merito ? Ed interroghiamoci !
A
me sembrava, anzitutto, che il terrorismo islamico fosse attivo già
prima della “democratizzazione” dell’Iraq, quindi che c’entri
poco con gli errori fatti in Iraq ed in tutto il medio oriente dalla
politica USA.
Ma
a parte questo, se ci sono stati errori (Ma quando ? Ma dove? Ma da
parte di chi ?) a me non sembra che da Santa Marta, o dalle immediate
vicinanze, siano mai partiti discorsi di reprimenda per l’abbronzato
compagno di merende che siede alla Casa Bianca. Neanche per i suoi
predecessori.
Scopre
adesso che l’imperialismo USA, nella fregola di mettere i suoi
uomini nei posti chiave ha decapitato tutta la struttura statale e
militare dell’Iraq di Saddam Hussein, compresi i pochi che, a
rischio della vita, cercavano di opporsi alla sua pazzia ed al suo
dispotismo ?
L'esempio da imitare doveva essere la
politica che gli stessi Stati Uniti, ma con Presidenti ed uomini di
ben altro calibro, avevano adottato con la Germania alla fine della
seconda guerra mondiale, mantenendo e valorizzando l’apparato
statale e militare esistente tra i tedeschi, magari arruolando i vari Von
Braun per poter poi andare sulla luna.
Attuare i piani Marshal con cui
l’intera Europa è riuscita a risollevarsi dal disastro e dalle
distruzioni.
Non è il modello di democrazia occidentale da mettere sotto accusa, ma l’imperialismo miope del Governo Unico mondiale che, ritengo
volutamente, fornisce finanziamenti, armi, addestramento, mezzi
logistici e motivazioni psicologiche ad entrambi i contendenti, pur
di garantire guerre, massacri e distruzioni.
Se i contendenti non ci
sono (come nell’Iraq del dopo Saddam) allora meglio crearli.
Quindi inventiamoci l’ISIS, armiamola, finanziamola, diamogli
qualche esperto informatico e cinematografico in modo che possa
adeguatamente pubblicizzare le proprie azioni e poi vediamo l’effetto
che fa.
Non
mi sembra che l’analisi di Bergoglio sia stata questa, che poi è
l’unica reale.
Per
farlo doveva parlare di Obama o degli altri che lo muovono da dietro le
quinte, invece meglio prendersela con il “modello troppo
occidentale di democrazia che è stato esportato”.
Classica frase,
che non vuol dire nulla, ma che è buona per tutte le stagioni.
Sui
migranti (e poteva mancare ?) afferma stranamente : “uno
non può aprire le porte in modo irrazionale”.
Ma
come ?
E tutti i discorsi suicidi sui ponti e sui muri ? Sull’accoglienza dovunque e comunque ?
Forse
dobbiamo prima chiederci se è un giorno pari oppure un giorno
dispari, visto che a seconda del giorno il vento tira da direzione
opposta.
Comunque,
si affretta a precisare Bergoglio, il problema è diverso (e ti
pareva!). :
”perchè
ci sono tanti migranti ora ? I problemi iniziali sono le guerre in
Medio Oriente e in Africa è il sottosviluppo del continente africano
che provoca la fame”.
Chiarisce poi con acutezza che : “Se
ci sono guerre è perché ci sono fabbricanti d’armi, che possono
essere giustificati per scopi difensivi, e soprattutto trafficanti
d’armi”.
Per
le guerre in Medio Oriente non sto a ripetermi. Gli errori non
li vede e non li denuncia.
Che
guaio il sottosviluppo dell’Africa! Nessuno si era accorto di
questo fino ad ora. Ma tu guarda le sorprese ! Meno male che c’è
Bergoglio ad istruirci, altrimenti ci sfuggiva uno dei noccioli della
questione.
Anche questo, senza dubbio, si è innescato ieri ed ha
provocato i profughi di oggi.
Non
so a voi, ma a me viene il dubbio che qualche zampino malthusiano ci
sia.
A
me viene il dubbio che gli “aiuti umanitari” che arrivano in
Africa abbiano più la forma di mitragliatrici e cannoni a supporto del dittatore di turno che non
quello di ospedali, scuole, aratri, condotte idriche e sistemi per
l’agricoltura o per l’industria.
A
me viene il dubbio che il subordinare gli “aiuti umanitari” ed i
“finanziamenti” all’attuazione
di
pratiche abortive, ai riconoscimenti delle teorie gender, alle
sterilizzazioni di massa, ecc. non siano proprio pratiche da sviluppo
e non siano aspetti da tacere o dimenticare.
A
me viene il dubbio che i pochi che abbiano veramente portato aiuti e
sviluppo siano i missionari cattolici che, a rischio della propria
vita, hanno creato scuole, ospedali, insegnato l’agricoltura
moderna, portato cultura ed innovazione, oltre che aver sviluppato
il senso cristiano della vita, il rispetto per la donna, la cultura
del rimanere nella propria terra per farla crescere, rispondendo,
oltre che al comandamento dell’amore per gli ultimi del mondo,
anche a quanto scritto da Matteo e che abbiamo preso a schiaffoni al
principio delle riflessioni.
Ma
di questi missionari e delle loro azioni, comunque, è bene non
parlarne.
Sarebbero, anche loro, da prendere a schiaffoni, visto che
sono li a fare proselitismo, mica per aiutare la gente!
In
questo panorama Bergoglio riesce anche a prendersela con il mercato
libero. “Più
dell’80 % delle ricchezze dell’umanità sono nelle mani del 16 %
della popolazione”.
Forse sarebbe bene ricordare che in passato il rapporto era che meno del 10 % della popolazione mondiale aveva in mano più del 90 % delle risorse.
Inoltre lo stesso rapporto, valido a livello mondiale, a che livello si pone nella "sua" Argentina ? E negli USA ? E in Italia ?
Oltre che sulla matematica, un
ripasso di storia, forse non guasterebbe.
La
Dottrina Sociale della Chiesa non mi sembra che sia stata teorizzata
ieri, ma Bergoglio non ne parla, limitandosi a dire che “ciò
che serve è un’economia sociale di mercato”.
Tutto
l’occidente si è sviluppato sul modello del “vero” capitalismo
cattolico, sviluppatosi sull’onda del monachesimo e dei principi
cristiani di mercato e di sviluppo.
Che, poi, il vero senso capitalistico, fondato sulla libertà d'impresa, l'inventiva personale e l'etica del lavoro e del rispetto, sia stato poi stravolto dal principio luterano "pecca fortemente e pentiti più fortemente" è un altro discorso.
Che su queste basi anomale si siano sviluppate le economie americana e del nord Europa non va detto neanche, ed infatti Bergoglio non lo dice.
Basterebbe leggersi gli splendidi
libri di Ettore Gotti Tedeschi con
Rino Cammilleri “Denaro
e paradiso – I cattolici e l’economia globale” - Ed. Lindau –
2010” o
con Paolo Gambi
“Un mestiere del diavolo – Ed. Giubilei Regnani – 2015”.
Evitiamo
di citare l’Enciclica di Benedetto XVI
“Caritas in Veritate” che forse Bergoglio non conosce e che forse, di passaggio, è anche il miglior libro di economi mai scritto..
Comunque
Bergoglio ha un ripensamento e, lasciando la cattedra economica,
ritorna ai migranti e dice.
“Tornando
ai migranti, la peggior forma di accoglienza è la ghettizzazione. A
Bruxelles i terroristi erano belgi, figli di immigrati, ma cresciuti
in un ghetto”.
Fin qui potremmo anche essere d’accordo. Ma
pure per questo aspetto non mi sembra di aver udito molte parole, in
libera uscita da Santa Marta, sulla ghettizzazione e sul degrado
delle periferie, che fossero parigine, belghe o romane.
Comunque la
perla, su quest’argomento, la mette ponendo l’accento sulla
necessità di integrazione, tirando anche in ballo San Gregorio Magno :
“Penso
qui a Gregorio Magno, che aveva negoziato con popoli conosciuti come
barbari, i quali si sono poi integrati”.
Ma
sa, almeno, di cosa sta parlando ? Un minimo di storia europea non sarebbe
male averla nel proprio bagaglio. In fondo, anche se argentino, ha
origini italiane !
I
“barbari” non arrivavano dall’esterno, erano già dentro
l’impero romano, erano già integrati.
I
“barbari”, sapevano di essere “barbari” a paragone con
l’impero romano, la sua civiltà, le sue leggi, la sua
amministrazione.
Anche nel declino dell’impero, avvenuto per
denatalità prima ancora che per corruzione dei costumi (Roma da 1
milione di abitanti era arrivata ad averne 20.000 – un crollo del
98 %), la civiltà di Roma risplendeva
nell’ideale dei popoli che aveva conquistato ed assimilato.
L’ultimo imperatore bambino, Romolo Augustolo, non venne
assassinato, ma deposto e mandato nella prigione dorata di Capri.
Nella dissoluzione dell’impero, risplendeva comunque la chiarezza e
l’autorevolezza della Chiesa e su questo, oltre che sulla certezza
dell’ispirazione divina e sulla roccia di Gesù Cristo, fece leva
la figura carismatica di San Gregorio Magno.
Ma approfondire queste cose,
o fare certi paragoni, fa passare dalla malinconia alla disperazione.
Lasciamo perdere ed andiamo ad altre perle.
Poteva
mancare il “laicismo” ? Certo che poteva mancare, ma noi non ci
facciamo mancare nulla ed anche su questo c'è un'altra bergoglionata, riferita alla Francia, visto che l’intervista è su
un giornale francese.
“Gli
stati devono essere secolari, quelli confessionali finiscono male.
Sono conto la storia. Io credo che una versione della laicità,
accompagnata da una solida legge che garantisca la libertà di
religione, offra un quadro di riferimento per andare avanti. ……
La
modesta critica che io vorrei rivolgere alla Francia riguarda il
fatto che esagera con la laicità”.
Forse
questo (a parte l’eresia su Matteo), è il cuore delle
bergoglionate odierne.
Proprio per questo vorrei saltare oltre, ma qualche
parola non posso tacerla.
Possibile
che chi parla confonda “laicità” con “laicismo” ?
La
“laicità” è la visione del mondo dal punto di vista “non
religioso” dove il "laico" si muove per il bene dei cittadini senza mettere al primo posto l’aspetto religioso.
Il “laicismo” è la sua
esasperazione.
E’
l’andare contro la religione, qualunque religione, tollerandola con
sufficienza nei suoi aspetti privatistici, ma condannandola e
perseguitandola nei suoi aspetti pubblici. Negando i suoi valori
senza neanche prenderli in considerazione.
Una
“modesta
critica”
?
Anche
qui : l’intervistato sa di cosa sta parlando ?
L’occidente,
e
principalmente la Francia,
ha perso la bussola perché ha voluto negare Dio, sull’altare della
ghigliottina prima ancora che su quello del dio denaro, e facciamo
una “modesta
critica”?
Proprio
la Francia, che pure ha avuto una Santa Giovanna d’Arco, che si è
sempre risollevata da tutte le sciagure storiche ritrovandosi unita
a pregare a
Notre Dame de Paris, che
sul sangue della Vandea e sul ricordo dei suoi martiri ha potuto
risorgere dalla depravazione del terrore illuministico.
A
questa Francia, che oggi si trova nella situazione in cui è, per
aver rinnegato i suoi trascorsi, facciamo una “modesta
critica”
?
Ha
anche il coraggio, Bergoglio, in un altro passo dell’intervista, di
ricordare che un libico gli ha detto che “Prima
c’era un Gheddafi, adesso ne abbiamo 50”.
Su
questo punto siamo sicuri che la Francia non c’entri anche se Lui on gli imputa nessuna colpa specifica?
Quasi come siamo sicuri che gli USA non c’entrino con l’Iraq ?
Chiamare le cose non il proprio nome è così difficile ?
Oltre a
citare Matteo, non poteva ricordarsi, come sta scritto perchè qualcuno l'ha detto, che occorre essere chiari e dire “si,
si – no, no” ? Troppo difficile
?
Mi
accorgo, pur avendo solo sfiorato i diversi argomenti dell’intervista
bergogliana, di essere stato molto lungo. Del
resto non
mi
riesce di commentare altro.
Certe affermazioni sono così imbarazzanti da non meritare neanche commenti !
Sono
troppo
depresso.
Una
sola esortazione : Preghiamo.
Preghiamo tanto !
giovedì 7 aprile 2016
Vigilia di Amoris Laetitia
Vigilia di Amoris Laetitia
Il 19 marzo è stato firmato da Papa Francesco il testo delll'istruzione “Amoris Laetitia” che dovrebbe basarsi sul documento finale del Sinodo sulla famiglia che si è concluso il 25 ottobre dello scorso anno e che sarà pubblicata a giorni, forse già domani stesso.
La lunghezza prevista, oltre 200 pagine, induce a pensieri poco positivi. Quando si è lunghi, in genere si è poco chiari.
A volte, però, la mancata precisione è uno degli aspetti voluti e ricercati.
Oltretutto
l’argomento principe verte sulle indicazioni che verranno date per
i divorziati risposati sperando che gli argomenti relativi
all’omosessualità siano stati definitivamente chiariti, anche se
non si sa mai.
L'informato
Card. Kasper afferma che il documento di Papa Francesco farà voltare
pagina alla Chiesa dopo 1.700 anni. L'altrettanto informato Melloni
lo commenta pure, come se l'avesse già interiorizzato riga per riga
e lo spiega al volgo, con le interpretazioni di scorta per cattolici
adulti analfabeti.
Molti
hanno commentato queste interpretazioni estemporanee in assenza del
testo. Io non mi straccio le vesti e non mi scandalizzo per quello
che, in realtà, è solo un “deja vu”.
Cercando di valutare le condizioni al contorno, cioè le reazioni dei media alla pubblicazione, riflettendo anche sulle notizie che hanno fatto da contorno alle tre settimane di dibattiti del Sinodo, così come alla pubblicazione dell'Istrumentum laboris e, prima ancora, sulle prime risultanze del pre-sinodo del 2014 si vede benissimo che è tutto già “prefabbricato” e “già visto”.
Basta
prenderne atto ed agire di conseguenza con, a mio parere, una
aggiunta non da poco: le interviste e le dichiarazioni di Kasper,
Melloni & C. non sono semplicemente le opinioni interessate di
chi vuole tirare per la giacchetta un testo che, qualunque sia, non
può modificare la Dottrina. Sono “ordini di scuderia” per la
pletora di commentatori, imbonitori e divulgatori che devono portare
il verbo interpretativo della scuola di Bologna sino ai confini del
mondo.
Indipendentemente
dal contenuto della Amoris Laetitia, dicevo, la strada per la sua
divulgazione sarà quella tracciata e collaudata per la “spiegazione”
del C. V. II.
Per
ricordare di cosa si tratta basta riprendere quanto lucidamente
spiegato da Papa Benedetto.
Si
sono svolti due concilii : Quello dei Padri conciliari che hanno
redatto e pubblicato i documenti finali, e quello che si è svolto
sui media prima, durante, ma soprattutto dopo la conclusione del
Concilio stesso.
Il
Concilio dei Padri aveva ribadito la validità della Liturgia, aveva
caldeggiato l'uso del canto gregoriano, aveva elogiato ed incentivato
l'uso del latino, ecc.
Il
concilio dei media ha cancellato ed ha stravolto tutto quanto
elaborato e scritto convincendo molti (per fortuna non tutti) che
c’era un nuovo spirito e che a questo bisognava adeguarsi. Anzi,
che quello era il punto di partenza, poi la fantasia avrebbe
provveduto agli adeguamenti futuri, in base all'evoluzione delle
mode.
E’
su questa falsa riga che, anche se il testo non c'è ancora, i
commenti (Kasper, Melloni & C.) sulla Amoris Laetitia ci sono
già.
In
realtà non sono “commenti” ma, è chiarissimo, indicazioni della
strada da seguire, da percorrere, da battere, da indicare a chi (la
quasi totalità) non andrà neanche a leggere cosa ha firmato Papa
Francesco, ma si baserà sui lanci d’agenzia, sui titoli dei
giornali, sulle elucubrazioni dei vari apprendisti stregoni, da Enzo
Bianchi in giù.
Basta
leggere, in quest'ottica, quanto hanno scritto gli esimi Kasper e
Melloni sopra ricordati :
Iniziamo
da Melloni :
“Nessuna
spaccatura. Ma una sintesi, tra rigoristi e progressisti. Francesco
disorienta ancora una volta chi sperava di "incastrarlo"
nel dibattito sinodale sulla famiglia e sulla comunione ai
divorziati. O chi pensava di mettere in contraddizione, dentro il
sinodo e nella platea dei fedeli, la supposta rigidità di una
"dottrina" con una "apertura" che il Papa
sintetizza nell'espressione "misericordia". L'Esortazione
post-sinodale su
cui oggi Francesco apporrà la sua firma, conterrà proprio questa
combinazione di elementi. E l'operazione di chi puntava su uno
strappo è clamorosamente fallita.”
Fondamentale
è la parola “incastrare”. Si
evince che il Sinodo che Papa Francesco aveva convocato in due
sessioni separate, ad un anno di distanza una dall'altra e
richiedendo la più ampia libertà di espressione in modo che venisse
dal dibattito tutto quanto lo Spirito Santo poteva far discendere
nelle menti illuminate dei Padri sinodali, in realtà era una
trappola di qualcuno che cercava di “incastrare” il Santo Padre.
Però
Francesco non si è lasciato “incastrare” e gli illuminati
commenti chiarificatori di Melloni, che lo interpretano
autenticamente, ne sono la conferma. Ovvio
che chiunque non si conformasse a detti illuminati commenti sarà un
potenziale “incastratore” e, come tale, da mettere all’indice.
Fra
le altre accuse che dobbiamo aspettarci, quindi, quella di
“incastratori” sarà fra le più gettonate.
In
seconda battuta, non c'è nessuna contrapposizione fra una “rigida”
dottrina ed una ipotizzata “apertura” del Papa. Entrambi
gli elementi saranno contenuti nell'Esortazione e saranno
sintetizzati nell'aspetto misericordioso del Padre, quindi lasciando
con un palmo di naso chi ipotizzava uno “strappo”.
Nessuno
strappo.
Solo
misericordia ed abbraccio ai fratelli ed alle sorelle che hanno
sbagliato e sbagliano.
La
misericordia è una bella coperta che copre tutto.
Altro
passo significativo da memorizzare è il seguente :
“Il
Pontefice, coerentemente con la riforma del linguaggio del pastorale
e del dottrinale che è al cuore del concilio Vaticano II, pensa che
una dottrina che non includa la misericordia sia solo una ideologia.
E che una "apertura" che non abbia la pretesa di dire la
verità che è la persona di Gesù Cristo, sia solo una operazione di
marketing. Ha allora superato lo scoglio chiamando a responsabilità
i vescovi a cui restituisce poteri effettivi, segnando, come ha detto
il cardinale Kasper, una vera e propria "rivoluzione".
Vogliamo
tradurre anche questo nel linguaggio degli ordini e delle
disposizioni per le truppe cammellate melloniane ? E traduciamolo,
visto che i punti di riflessione sono molti !
Anzitutto
il passaggio dal “dottrinale” al “pastorale” e viceversa che
è già stato vittoriosamente sperimentato nel Concilio Vaticano II.
Melloni ricorda che occorre solo ripetere la procedura e, quando la
“novità” diventerà “prassi quotidiana”, termine mutuato
dalla fallimentare ideologia marxista, nessuno se ne accorgerà più.
In
seconda battuta, l'apertura riguarderà solo quello che dice Gesù
Cristo, altrimenti sarebbe smascherabile come operazione di marketing
e, siccome Lui è misericordia, basta scegliere le citazioni giuste
e l'abbraccio dei fratelli e delle sorelle è garantito.
Terzo
punto, che potrebbe sembrare marginale, ma è importantissimo,
qualora qualcuno fosse duro di comprendonio e, essendo un probabile
nullafacente, andasse a leggere anche altre parti dei Vangeli dove
Gesù dice altre cose, lo scoglio è comunque superato perchè la
responsabilità sarà dei Vescovi, come per la decentralizzazione
della Sacra Rota, quindi, nel caso, le strade da seguire saranno 2 :
-
attendere l'acquisizione della nuova “prassi” da parte dei Vescovi più “misericordiosi” per poi attaccare gli altri di arretratezza medievale, spronandoli a mettersi, anche se in ritardo, al passo con i tempi;
-
attendere che il Padre Eterno chiami a Se i suoi figli Vescovi più restii, preparando già la sostituzione con giovani leve più aperte alla misericordia ed all'accoglienza.
Dove
sia la rivoluzione in realtà non si capirebbe, se non cercando di
comprendere il messaggio in codice, in realtà non troppo codificato,
visto che l’autonomia dei Vescovi c’è sempre stata per
annunciare Cristo e la Sua Parola nella propria Diocesi.
Illuminanti,
in questo senso le parole del Cardinale Ratzinger (non ancora
Benedetto XVI) in “Rapporto sulla Fede” con Vittorio Messori –
Ed. San Paolo – 1985 dove, parlando delle Conferenze episcopali
nazionali afferma :
“Il
collettivo non sostituisce la persona del Vescovo il quale è
l'autentico dottore e maestro della fede per i credenti affidati alle
sue cure”, anche perchè, insiste, “si tratta di
salvaguardare la natura stessa della Chiesa cattolica che è basata
su una struttura episcopale, non su una sorta di federazione di
chiese nazionali”.
Quindi,
“superare lo scoglio chiamando a responsabilità i vescovi a cui
restituisce poteri effettivi” è solo una segnalazione ad agire
sui vescovi sfruttando le tendenze di ognuno ad essere di “manica
larga” per “interpretare” la volontà di Dio e delle tradizioni
della Chiesa.
L’accesso
all’Eucaristia non è un diritto, anzi, se prima di ricevere il
corpo di Cristo non si è provveduto a purificarsi e trasformare il
proprio corpo in un Tabernacolo immacolato per accogliere
l’Altissimo. L’unico modo per farlo è accostarsi al sacramento
della confessione dove, a seguito del pentimento dei peccati commessi
ed all’impegno a non ripeterli per il futuro, si acquisisce
l’assoluzione del Padre e si ritorna al candore battesimale.
Che
non ci sia spazio per interpretazioni “terze” dovrebbe essere
palese, vista l’estrema chiarezza dell’insegnamento magisteriale.
Solo per citare alcuni passi, pur nell'imbarazzo della scelta, ma
senza abusare della pazienza del lettore, segnaliamo :
(San Pio X, Catechismo maggiore, n. 632) "Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi commetterebbe sacrilegio e si farebbe meritevole della sentenza di dannazione" .
(San Giovanni Paolo II, Discorso ai membri della penitenzieria, 30 gennaio 1981) “…vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma inculcata da san Paolo e dallo stesso Concilio di Trento, per cui alla degna recezione dell’Eucaristia si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale" .
(Catechismo della Chiesa Cattolica, §1385) “Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione" .
(San Giovanni Paolo II - Ecclesia de Eucharistia, 17-4-2003 § 36) "Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell'apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell'Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale»" .
Però
lo stesso Papa Francesco, l'8 dicembre 2015 ebbe a ricordare che il
Concilio Vaticano II è stato un “progresso nella fede”.
Interpretazione
più autentica di così è impossibile averla.
Del
resto il lessico che io sto utilizzando è, volutamente, quello che
è stato utilizzato su tutti i media per i commenti del doppio
Sinodo: lo scontro era tra “progressisti” e “rigoristi”,
cioè tra chi si apriva al nuovo e cercava di utilizzare la
misericordia del Padre e tra chi si racchiudeva in modo gretto e
senza amore per i fratelli applicando le “regole” che
anche San Paolo aveva stigmatizzato duemila anni or sono come
sorpassate e rimpiazzate dallo Spirito (il senso degli scritti
paolini è molto diverso, ma pensate che lor signori vogliono
sottilizzare su questo ?).
Questi
aspetti si collegano con il secondo punto della strategia: attendere
il trapasso e sostituire i non allineati con soggetti “catechizzati”
alla bisogna.
A
dire il vero anche questa strategia non è propriamente nuova. Da
tempo i riflettori modernisti sono puntati sugli uomini di Chiesa. A
volte per monitorarli, a volte per oltraggiarli, a volte per far
filtrare notizie atte a metterli in cattiva luce e squalificarli.
A
volte, semplicemente, come monito, per una pressione psicologica
indiretta, ma tale da far sentire il fiato sul collo ed indurre ad
evitare sovraesposizioni ad eventuali Pastori non propriamente
avvezzi alla pubblica tenzone, oppure a procurare una autocensura in
soggetti schivi e pacifici o ancora a far capire, ad eventuali
carrieristi non dichiarati, che è meglio rimanere allineati e
coperti all'ombra della cordata vincente, se si vuole progredire in
onori e prebende che, ovviamente, nessuno chiede e nessuno pretende
ma a cui si aspira per “spirito di servizio”.
Questo
è forse, se si può fare una classifica degli abomini, quello più
perverso e, come ricordavo sopra, non è da oggi che questa strada
viene percorsa in modo palese.
Già
nel libro “L'inizio di papa Ratzinger” (maiuscole e minuscole
sono del testo), di Alberto Melloni, edito da Einaudi Torino –
Marzo 2006, le pagine da 138 a 147 sono dedicate proprio a questo.
Ad
un anno dall'elezione del Pontefice, pur nelle sfide iniziate da
Giovanni Paolo II e proseguite da Papa Ratzinger, si dedicano ben 10
pagine a segnalare la proroga del Card. Ruini alla presidenza CEI, a
commentare negativamente la nomina a Monsignore di Luigi Negri,
(qualificato come prete di CL e autore di un pamphlet dai toni
apologetici nei confronti delle crociate), oppure la nomina ad
arcivescovo di Cracovia di Stanislao Dziwiscz a cui veniva imputata
la tremenda colpa di essere stato segretario del defunto Pontefice
che, a sua volta, proveniva dalla stessa sede dove il nuovo
arcivescovo è destinato, ecc.
Del
resto nelle stesse anticipazioni dei giorni scorsi Melloni non si
esime dal ripercorrere le stesse strade, che evidentemente devono
essere dissodate di continuo per segnalarne l'importanza agli adepti.
Ed allora giù a riempire d'improperi il Cardinale Sarah.
Secondo
Melloni, Il Papa “ha riferito che sarebbe rimasto impressionato
dalla linea di contrarietà esplicita e plateale assunta su questo
punto dal cardinale africano Robert Sarah, prefetto della
Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti.
Sarah - esattamente come nella comunione anglicana - è punto di
riferimento del conservatorismo africano e il raccordo naturale di
molti dei padri sinodali di quel continente”.
Non
si limita, però a questo, si spinge a citare molti altri nomi che
tralascio e che si possono vedere nell'articolo anche perchè,
ripeto, quello che conta è capire la strategia e i segnali che si
mandano a chi deve riceverli.
Questa
è, dunque, la linea che sarà proposta da tutto lo schieramento
modernista. L'ordine di scuderia è chiaro e le truppe sono pronte ad
accodarsi alla scuola di Bologna.
Potrebbe
rimanere un dubbio sul significato della frase del Cardinale Kasper
sul “voltare finalmente pagina dopo 1.700 anni”.
Visto
che nel 315 non è accaduto nulla di importante, ai fini dei nostri
ragionamenti, e neanche nel 316 vi è qualche pronunciamento
significativo da ricordare, la frase è anch'essa una sorta di
messaggio in codice.
Normalmente
si direbbe “dopo 2.000 anni si cambia pagina”, ma è
qualcosa di indefinito, di aleatorio. Parlare di 1.700 dà l'idea
della data precisa. Ancora meglio sarebbe stato citare gli anni
esatti per risalire, ad esempio, al Concilio di Nicea o ad altri
documenti della tradizione cattolica. Citare il nulla, ma con
esattezza, rende molto di più l'idea a chi è disinformato, cioè al
95 % della popolazione che si professa cattolica e, se proprio
costretta, va alla Santa Messa a Pasqua o per qualche matrimonio o
funerale.
Dare
l'idea di sapere bene di cosa si parla è il modo migliore (pensa il
caro cardinale) di dare l'idea di autorevolezza, e del resto basta
ripetere un numero sufficiente di volte una notizia falsa perchè sia
accettata come vera nell'immaginario collettivo.
Lo
Spirito Santo non permetterà certo simili giochetti stupidi a chi
ipotizza di avere a che fare con avversari (loro li chiamano nemici)
ormai rassegnati e chiusi in piccole ridotte con il rosario in mano a
recitare giaculatorie.
Abbiamo
il Santo Rosario in mano e recitiamo giaculatorie, ma in alto, ed in
ascolto attento alle preghiere, c'è la fonte della Vita. Se la
strategia che gli apostati seguiranno è questa (ed è questa),
occorre smascherarla e non è detto che, essendo talmente marchiana
da risultare quasi incredibile, si trasformi in un boomerang.
Tutto
quanto sopra infatti, per risultare credibile, deve basarsi non
soltanto sulla leva di incentivare una “religione fai da te” già
molto in uso fra gli autoproclamati “cattolici adulti”, occorre
anche demolire buona parte della “dottrina” fra cui, non ultimi,
la Confessione e l'Eucaristia.
Se
riusciamo, con calma, pacatezza e determinazione a porre sul tappeto
quello che questo significa, sarà una delle leve per smascherare i
modernisti finto-cattolici che sinora hanno ben lavorato di piccone
per demolire, dall'interno, 2.000 anni di tradizione.
Succederà
quanto accaduto nel nostro parlamento e nelle aule giudiziarie dopo
la prima approvazione della Legge Cirinnà: visto che non è passata
la possibilità delle adozioni alle coppie gay, si è lasciato
l'arbitrio ai giudici nei tribunali che riescono a fare ciò che la
politica non è riuscita.
Questo
vale anche per il documento post sinodale: l'escamotage è quello di
lasciare decidere volta per volta i vescovi o i parroci, creando una
confusione incredibile; i fedeli più infedeli andranno da quelli
dalla manica larga, dai misericordiosi, e potranno accedere
all'eucarestia, nonostante conviventi; potranno farsi benedire le
nozze, nonostante gay. Così la dottrina della chiesa viene fatta a
pezzi e il gregge di Dio disperso dai finti misericordiosi.
Già
oggi, chi voglia ingannare se stesso e, ad esempio, accostarsi
all'Eucaristia da divorziato risposato o convivente, potrebbe
semplicemente prendere messa in una parrocchia diversa dalla sua,
senza neanche accostarsi al confessionale. Non mi sembra che i
sacerdoti chiedano la carta d'identità per accostarsi a ricevere
l'Ostia consacrata.
Già
oggi, a fronte di poche decine di confessioni vi sono diverse
centinaia di comunioni, molte delle quali con l'Ostia ricevuta in
mano.
Non
ci sarà, quindi, da attendere che il Vescovo recalcitrante ritorni
al Padre, come si Augura Melloni per avere strada libera. Chi vuole
consumare la propria condanna può farlo già adesso, pensando di
prendere in giro il sacerdote di turno, ma dimenticando volutamente
che ben più in alto c'è chi guarda dentro al cuore e ci conosce più
di quanto noi stessi ci conosciamo.
L'esagerazione,
adeguatamente sottolineata, porterà ad un risveglio delle coscienze.
Magari
le Chiese si svuoteranno ancora di più, ma si svuoteranno di chi
avrebbe fatto meglio ad allontanarsi già da prima per non dannare se
stesso.
Non
mi sembra che al principio i seguaci di Gesù si contassero in
centinaia di milioni, e neanche in miliardi. Mi sembra che fossero 12
e che uno di loro non remasse neanche insieme agli altri.
La
Verità e lo Spirito Santo li hanno portati ai quattro angoli del
mondo ad annunciare la Parola di Dio. Il Logos fatto carne per amore
nostro.
Oggi
abbiamo più mezzi di loro. Dobbiamo solo usarli senza scoraggiarci.
Non
Prevalebunt !
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